Tāla Beach: quella bella Versilia che sa cambiare restando se stessa
Ci sono luoghi ai quali basta pronunciare il nome per evocare un modo di vivere. La Versilia appartiene a questa categoria da quando andare al mare significava anche scegliere dove incontrarsi, come vestirsi, a quale tavolo sedersi e quale tratto di spiaggia trasformare nella propria casa estiva. Marina di Pietrasanta conserva ancora questa grammatica particolare e il Tāla Beach, inaugurato a fine maggio davanti alla Versiliana, sembra averla capita bene.
Il progetto ideato da Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena e Daniela Santanchè nasce con un’ambizione precisa: portare sulla costa toscana un modello contemporaneo di ospitalità di alto livello mantenendo leggibile l’identità del luogo. La differenza si percepisce soprattutto nell’architettura. Qui il lusso evita l’effetto scenografia importata da qualche destinazione esotica e lavora invece sul rapporto con ciò che esiste già. La pineta della Versiliana resta una presenza decisiva, il mare determina prospettive e aperture, mentre passerelle, cabine e tende recuperano la memoria degli stabilimenti versiliesi attraverso un linguaggio più attuale. Il progetto costruisce livelli e punti di vista differenti, trasformando la spiaggia in un salotto sul mare nel quale il paesaggio continua ad avere l’ultima parola.
Tāla, Ferragamo e Venini: la nuova identità del lusso versiliese
Anche la collaborazione con Ferragamo segue questa direzione. La maison ha portato al Tāla i propri codici attraverso tessili e dettagli declinati nei toni del beige, del cuoio e del bordeaux, oltre a uno spazio dedicato alle collezioni. Il risultato lega moda e ospitalità con una misura molto italiana, lontana dalla necessità di esibire il marchio a qualunque costo. Nel progetto compare anche Venini, altra firma storica del made in Italy, chiamata a dialogare con gli elementi di design.
La giornata può così scorrere dalla spiaggia alla piscina, proseguire al ristorante affacciato sul mare e allungarsi verso la sera. Il Tāla nasce proprio dall’idea di offrire una permanenza completa, nella quale servizi diversi convivono nello stesso indirizzo e l’ospite può decidere il proprio ritmo.
È probabilmente questo il passaggio più interessante. Per decenni la Versilia ha insegnato all’Italia una certa idea di vacanza elegante, fatta di stabilimenti diventati punti di riferimento, grandi alberghi, ville immerse nel verde e una mondanità che mescolava industria, spettacolo e cultura. Conservare quell’identità nel 2026 significa anche permetterle di evolvere. Copiarne i vecchi codici produrrebbe soltanto nostalgia, mentre cancellarli per inseguire Mykonos o Saint-Tropez sarebbe ancora più facile e decisamente meno interessante.
Tāla prova una terza strada. Guarda alle grandi destinazioni internazionali, dichiaratamente, ma parte da Marina di Pietrasanta e dalla sua storia. Kunz ha spiegato di voler colmare uno spazio nell’ospitalità versiliese attraverso eleganza, comfort e tradizione italiana.
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