Caso Epstein: il biglietto prima della morte
Durante l'audizione a porte chiuse, i democratici hanno incalzato Lutnick
Un giudice federale, Kenneth Karas di White Plains, New York, ha rivelato il contenuto di un biglietto che il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein avrebbe scritto a mano prima del tentato suicidio del 23 luglio 2019, due settimane prima della sua morte, e che sarebbe stato ritrovato dal suo compagno di cella, l’ex agente di polizia Nicholas Tartaglione. “Mi hanno indagato per mesi, ma non hanno trovato nulla”, si legge sul foglio.
Cosa è scritto sul biglietto
Nella lettera, scritta a mano su carta a righe e non autenticata, la scrittura è difficile da decifrare. Quello che appare chiaro è: “Quindi le accuse relative alla sedicenne sono state ripresentate”. Poi continua: “È un privilegio poter scegliere il momento in cui dire addio. Cosa vuoi che faccia? Che scoppi a piangere!! Non è divertente, non ne vale la pena!!”.
L’audizione di Lutnick
“Se Donald Trump avesse visto la registrazione video, avrebbe licenziato Howard Lutnick, è stato veramente imbarazzante”, ha detto il deputato democratico Ro Khanna sintetizzando quanto il segretario al Commercio sia stato evasivo durante l’audizione di fronte alla commissione che indaga sul caso Epstein nel rispondere sui suoi rapporti con il finanziere pedofilo, suo vicino di casa nell’Upper East Side di New York.
Le incongruenze
Durante l’audizione a porte chiuse, i democratici hanno incalzato Lutnick soprattutto sulle contraddizioni tra quanto dichiarato da lui in precedenza, cioè che aveva interrotto i rapporti con Epstein dopo che erano emerse le prime accuse contro di lui nel 2005, e il fatto che gli Epstein files invece contengano le prove di diversi incontri tra i due dopo quella data. In particolare una visita di Lutnick con la sua famiglia nell’isola di Epstein nel 2012, quattro anni dopo la sua condanna a 13 mesi per favoreggiamento della prostituzione minorile.
“Gli abbiamo continuato a chiedere ‘è andato nell’isola?’, lui rispondeva di non ricordare nulla di quella visita, di non ricordare perché fosse andato, di non ricordare cosa avesse visto”, ha dichiarato ai giornalisti il deputato Suhas Subramanyam.
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