Dal Cda straordinario Mps ennesimo niet a Carlo Messina
Rocca Salimbeni critica l'offerta di Intesa: "Premio inferiore alla media, offerta espone gli azionisti a rischio"
Ci si aspettava un rilancio, non è arrivato: dal Cda, il Consiglio d’amministrazione straordinario tenutosi ieri nel tardo pomeriggio in casa Mps è giunto un pur eloquente niet all’offerta, anzi all’adeguamento dell’offerta, proposta da Intesa. Nessun passo indietro sulle Opas, e nemmeno in avanti. La riunione s’è giocata tutta sul ribadire la postura della banca senese. Nessun cedimento a Intesa, nessun passo indietro sulle offerte e in particolar modo quelle relative a Banco Bpm e a Banca Generali.
Il cda straordinario di Mps
Il Cda straordinario di Mps ha respinto al mittente pure l’adeguamento di Intesa sul prezzo di offerta per le azioni. L’offerta esprime un premio del 15,3% rispetto al prezzo ufficiale dell’azione Mps” del 5 giugno scorso contro un premio del 12,5% del corrispettivo originario. “Tale premio- recita la nota – resta inferiore a quello mediamente osservato nelle offerte pubbliche volontarie comparabili del settore bancario italiano richiamate dalla banca nel comunicato del 16 luglio 2026, pari a circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale precedente l’annuncio”.
I rilievi di Rocca Salimbeni
Già tanto basterebbe. E invece no. Perché il Cda straordinario di Mps rileva i rischi legati al meccanismo stesso dell’offerta. Che è imperniata sullo scambio di azioni e non su un pagamento cash. Ciò, a quanto pare, potrebbe aggravare la situazione e mettere a rischio “gli azionisti Mps” che “rimarrebbero pertanto esposti all’andamento del titolo Intesa Sanpaolo e ai rischi di esecuzione: integrazione e realizzazione delle sinergie annunciate dall’offerente”.
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