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Cronaca

Morte da ricina: tre sospetti sotto la lente degli inquirenti

Tra le persone attenzionate dalla procura ci sarebbero una "amica speciale" di Gianni di Vita, il marito della donna e una cugina

di Claudia Mari -


Proseguono le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, morte a causa di un avvelenamento da ricina nella loro abitazione di Pietracatella, in provincia di Campobasso. Le ricerche degli inquirenti si concentrano su una rete di rapporti personali e su alcune tracce informatiche che potrebbero contribuire a ricostruire quanto accaduto.

Morte da ricina, le indagini degli inquirenti si concentrano su tre sospetti

Tra le persone finite al centro dell’attenzione investigativa ci sarebbero Monia, indicata come un’amica speciale di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, il marito di lei Michele e una stretta parente di Gianni, probabilmente una cugina. Si tratta di piste investigative che dovranno essere verificate dagli inquirenti.

Uno degli elementi ritenuti importanti riguarda le perquisizioni effettuate in quattro istituti scolastici del Molise, dove lavorano o hanno lavorato persone legate alla vicenda. Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sui computer delle scuole, alla ricerca di eventuali collegamenti con le ricerche online sulla ricina.

Il primo istituto è quello agrario di Riccia, dove Michele lavora come tecnico di laboratorio ed è presente una serra. Sempre a Riccia si trova il liceo scientifico in cui Monia ha insegnato. Gli accertamenti hanno riguardato anche il liceo classico di Campobasso, frequentato da Sara e dalla sorella maggiore Alice, diplomatasi a luglio, e il liceo Silvio Di Lalla di Casacalenda, dove la parente di Gianni insegna come docente di sostegno.

L’ipotesi di avvelenamento per errore

A rendere ancora più complesso il quadro sono le indiscrezioni riportate da Corriere della Sera, secondo cui gli inquirenti starebbero valutando anche l’ipotesi che Antonella e Sara siano state avvelenate per errore e che il vero bersaglio fosse lo stesso Gianni. Una ricostruzione ancora da accertare, inserita in un’indagine che avrebbe già comportato oltre 200 audizioni in procura.

Sul possibile movente peserebbe la crisi del matrimonio tra Antonella e Gianni. Secondo alcune ricostruzioni, la donna avrebbe voluto separarsi dal marito a causa di presunte relazioni extraconiugali.

Un altro filone riguarda Reddit, dove da agosto 2025 un utente anonimo avrebbe chiesto informazioni dettagliate sulla ricina, presentandosi come uno scrittore interessato alla trama di un racconto. Tra le domande, quelle sulla possibilità di ottenere il veleno dai semi di ricino e sui suoi effetti letali.

L’account sarebbe rimasto inattivo nei giorni vicini alla morte delle due donne, per poi riapparire il 5 gennaio con nuovi quesiti sulla permanenza delle tracce della sostanza e sulla possibilità di individuarla durante un’autopsia. È proprio la ricostruzione dell’attività informatica a poter offrire nuovi elementi per identificare chi si nascondeva dietro quel profilo.

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