Commisso finanziò la ‘ndrangheta? Ecco le intercettazioni shock
Un boss italo-americano avrebbe fatto il nome di Rocco Commisso in merito a presunti finanziamenti diretti alla ‘ndrangheta della Locride.
Le intercettazioni shock
Al centro dell’ultima informativa dei Ros, finita sotto la lente della Direzione Distrettuale Antimafia, alcune intercettazioni ambientali definite “inequivocabili” dagli inquirenti.
Protagonista è un influente boss italo-americano. Durante un colloquio riservato, avrebbe indicato lo scomparso patron della Fiorentina, Rocco Commisso, come un sostenitore finanziario della potente cosca di Gioiosa Ionica.
Il legame con la Locride
L’inchiesta, che mira a ricostruire le rotte dei capitali tra gli Stati Uniti e la Calabria, ha captato conversazioni in cui il boss descriveva flussi di denaro destinati a sostenere le attività del clan calabrese.
Il nome di Commisso emergerebbe esplicitamente in relazione a passati aiuti economici. Soldi che avrebbero permesso alla cosca di mantenere il controllo sul territorio e finanziare operazioni illecite.
La posizione di Rocco Commisso
È importante sottolineare che, al momento, le affermazioni contenute nelle intercettazioni appartengono a soggetti appartenenti alla criminalità organizzata. Devono essere vagliate con estrema cautela dalle autorità. Il presidente della Fiorentina aveva sempre rivendicato con forza la sua onestà e il suo distacco da qualsiasi dinamica criminale. E sottolineato come il suo successo negli Stati Uniti fosse frutto di lavoro e trasparenza.
Tuttavia, il coinvolgimento mediatico e giudiziario solleva interrogativi sulla capacità delle cosche di Gioiosa Ionica di sfruttare legami, reali o millantati, con figure di spicco della comunità italo-americana per accrescere il proprio prestigio e potere finanziario.
Le indagini sulla rotta Gioiosa Ionica-New York
L’asse tra la Locride e New York è storicamente uno dei più monitorati dalle forze dell’ordine. La cosca di Gioiosa Ionica è considerata dagli inquirenti un perno fondamentale nel traffico internazionale di stupefacenti e nel riciclaggio di denaro sporco. L’informativa dei Ros punta ora a chiarire se dietro le parole del boss intercettato ci siano riscontri oggettivi o se si tratti di un tentativo di “nobilitare” le risorse del clan citando nomi eccellenti.
Gli inquirenti continuano a scavare nei conti e nei passaggi di proprietà per verificare se esista una traccia documentale che confermi le pesanti insinuazioni emerse dai dialoghi captati.
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