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Così il Papa: “Nel nostro tempo, la preghiera può sembrare qualcosa di inutile e di irrisorio”

di Andrea Canali -


Nell’attesa del 15 agosto che per i cattolici è la solennità dell’Assunzione di Maria in cielo. Colei che ha accolto con fede la parola del Signore, oppure le ferie di Augusto laicamente parlando, in entrambi i casi questo periodo di vacanza e del meritato riposo, dalle fatiche dell’intero anno lavorativo non bisogna mai dimenticare la nostra interiorità, che ha comunque, bisogno di nutrirsi della preghiera.

Il monito del Santo Padre

Partendo da tale assunto pertanto, non possiamo non ricordare, che nella sua prima udienza generale dopo la pausa estiva svoltasi a Castel Gandolfo, il monito del Santo Padre è andato proprio in tale direzione, affermando: “Nel nostro tempo, nei contesti dominati dalla mentalità efficientistica e consumistica, la preghiera può sembrare qualcosa di inutile e di irrisorio”.

Tale riflessione del Papa è dirompente in quanto sembra quasi una denuncia della fragilità dei nostri tempi e della nostra spiritualità, dove la frenesia della vita quotidiana lascia poco spazio ai momenti di raccoglimento che ogni buon cristiano dovrebbe riuscire invece, a ritagliarsi.

Le parole del Papa

Tale catechesi del Pontefice ha rimbombato all’interno della basilica di San Pietro, dove Leone XIV ha incontrato i fedeli e i pellegrini provenienti da tutto il mondo. E a tal proposito ha detto loro: “In un mondo dove la scienza e la tecnica pretendono di dare tutte le risposte, pregare può apparire come una forma di evasione”, poi il Pontefice aggiunge: “Inoltre, anche in diverse famiglie cristiane non avviene più la trasmissione della preghiera mentre numerose persone rischiano di confonderla con una tecnica tra le altre, di natura psicologica e finalizzata al benessere personale”.

La preghiera, invece, “in quanto dimensione fondamentale della nostra umanità, merita di essere riscoperta nella sua verità”, Insomma ciò che per le nostre nonne era un rito quotidiano e a volte collettivo con la recita del rosario serale, ad esempio, ora in piena secolarizzazione consumistica viene considerato quasi superflua o non necessaria.

A tal proposito ricordiamo anche il significativo dell’Angelus di domenica 9 agosto dove il Vescovo di Roma ha sottolineato l’aspetto di: “non disperare, neanche nei momenti di buio”, quando “ci sentiamo impotenti davanti ai problemi”. Il Papa ha commentato il brano del Vangelo di Matteo in cui Gesù “sul lago di Galilea, raggiunge i discepoli nel mezzo di una tempesta, camminando sulle acque”.

Dopo il miracolo della moltiplicazione

Compiuto il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, riassume in Pontefice, il Maestro invita i discepoli “a salire in barca e a prendere il largo”, mentre lui si ritira su un monte a pregare in solitudine. Colti da una tempesta, nel mezzo del lago di Galilea, i Dodici si trovano però sotto la sferza del vento, alla mercé della violenza dei flutti, e “faticano ad avanzare”.

Dopo un’esperienza di successo, in cui erano stati protagonisti di un segno prodigioso, ora si ritrovano impotenti e spaventati di fronte alla minaccia delle onde e del vento contrario. “Sul finire della notte”, Gesù li raggiunge camminando sulle acque agitate. Gli apostoli, prosegue il Papa, si spaventano, scambiandolo per un fantasma, ma Cristo si fa presenza del Maestro “cambia tutto”.

Il Papa: “Gesù non ci abbandona”

Il brano del Vangelo di questa domenica, conclude Leone XIV, insegna che Gesù non ci abbandona, “se lo accogliamo umilmente nella barca della nostra vita”. Nella relazione con Lui – con la preghiera, i Sacramenti e l’ascolto della Parola – possiamo trovare pace, luce e forza per il nostro cammino!

Pertanto, citando il Santo d’Ippona Sant’Agostino potremmo dire: “Non vi è nessun vantaggio ad essere vicini alla luce se gli occhi sono chiusi” e aggiungiamo anche il cuore. Infatti. anche nella nostra contemporaneità in parecchie religioni o filosofie del mondo, oltre alla Pace e alla tolleranza e/o alla giusta simbiosi con il creato, l’altro aspetto che le accomuna tutte spesso è la spiritualità, basti pensare che anche Confucio, affermava: “Abbi cura del tuo giardino interiore”.

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