Così l’inflazione scompagina i conti del Mef ma può essere solo l’inizio
La corsa dell’inflazione costa (già) più di 14,7 miliardi di euro. Dall’esame dei numeri del documento programmatico di finanza pubblica emerge la stangata del caro prezzi sulle casse dello Stato. Per “coprire” la necessità di adeguare, per quanto possibile, l’assegno pensionistico al livello dei costi medi in rialzo, son previsti esborsi maggiori, da parte dello Stato, per una somma che appare già superiore a quella impegnata per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Si è passati, infatti, da 351,8 miliardi stimati per il 2026 a ben 366,54 miliardi nel 2027.
Quanto ci costano tassi alti e inflazione, il volo (anche) del debito
Ma quello delle pensioni è solo uno dei nodi al vaglio del Mef. C’è la (feroce) risalita degli interessi sul debito, accelerata pure dagli aumenti dei tassi disposti dalla Bce. Nel 2027 se ne dovranno pagare 103,7 miliardi. Sissignori. Una cifra a dir poco gigantesca. Ecco, dunque, i problemi di fronte ai quali si gioca tutto il dibattito della manovra. Inflazione che dilaga, tassi che salgono e l’Ue che ancora cincischia sulle richieste di doppia, o comunque maggiore, flessibilità rispetto ai bilanci.
“L’onda lunga dei rincari è solo all’inizio”
Questo, però, potrebbe essere solo l’inizio del dramma. Già, perché secondo quanto dichiarato da Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, il peggio sta per arrivare. “Sta arrivando l’onda lunga degli aumenti”, ha spiegato. E quindi ha proseguito: “A settembre il carrello della spesa nella distribuzione moderna è ancora in deflazione, a -0,4%”. Ma non sarà dire per quanto la situazione terrà: “Riusciamo quindi a contenere i prezzi più di altri canali commerciali, più fragili e con maggiori difficoltà nel sostenere l’aumento dei costi. Ma i segnali che arrivano dai fornitori, dall’industria e dalle nostre imprese sono chiari: nei prossimi mesi vedremo un’accelerazione dell’inflazione al consumo. I costi sostenuti dalle imprese, inevitabilmente, verranno trasferiti a valle. Possiamo farlo con attenzione, ma non possiamo assorbirli tutti”.
LEGGI QUI TUTTE LE NEWS DI ECONOMIA
Torna alle notizie in home