Allarme peste, Washington pressa il Cremlino
L'agenzia per la salute pubblica del Cremlino ha ridimensionato la portata dell'incidente
Allarme peste in Siberia, gli Stati Uniti premono su Mosca per la trasparenza: la replica del Cremlino.
Sale la tensione diplomatica e sanitaria sull’asse Washington-Mosca
Ciò, a seguito del caso sospetto registrato in un centro di ricerca in Siberia. Le autorità degli Stati Uniti stanno infatti aumentando la pressione sul governo russo, chiedendo formalmente comunicazioni rapide, dati trasparenti e una nota ufficiale dettagliata sul decesso di una tecnica di laboratorio di 28 anni, avvenuto a Irkutsk in seguito a un incidente con una provetta.
Le posizioni: Washington chiede chiarezza, Mosca minimizza
Washington ha esortato Mosca a condividere ogni riscontro epidemiologico, sottolineando che la gestione di potenziali focolai legati a patogeni ad alto rischio richiede cooperazione e apertura immediata.
La Casa Bianca ha confermato di monitorare costantemente la situazione, mentre circa duecento persone entrate in contatto con la vittima sono state poste sotto sorveglianza sanitaria e misure di isolamento precauzionale.
Dalla Russia, tuttavia, la risposta ufficiale punta a frenare l’allarme internazionale. L’agenzia per la salute pubblica del Cremlino ha ridimensionato la portata dell’incidente. E sostiene che la situazione epidemiologica nella regione è stabile, attribuendo il decesso a una forma di polmonite di eziologia ignota. Esclude, infine, al momento la conferma ufficiale di una correlazione diretta con la peste e respingendo le pressioni esterne sulla gestione dei dati scientifici.
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