Sale la produzione Stellantis, tutti i numeri Fim-Cisl
Arrivano buone notizie sul fronte Stellantis. La produzione, nei primi nove mesi del 2026, è salita a doppia cifra: in Italia, tra auto e veicoli di varia natura, sono giù usciti dagli stabilimenti più di 340mila vetture. E la prospettiva, che sembra archiviare il buio dell’anno passato, è quella di salire fino a 450mila veicoli. I dati Fim-Cisl, però, non ritengono che la situazione sia tutta rosa e fiori. Anzi. Se è vero che le auto supereranno le 250mila unità prodotte, lo è altrettanto che ci si attendeva di più dalla 500. Bene, invece, i veicoli commerciali che aumentano del 17 per cento.
La produzione Stellantis: tutti i dati Fim-Cisl
Tra gli stabilimenti brilla Melfi, dove la produzione sale del 77,3%. Bene Atessa, con un aumento del 17,3% di veicoli commerciali prodotti. Salgono pure i volumi Maserati: a Modena si è passati da 75 a 645 auto prodotte. Da Mirafiori sono uscite, finora, 46.323 vetture. Una crescita stimata da Fim-Cisl nel 151,1 per cento considerando che, un anno fa, ne erano state prodotte poco meno di 18.500. Un dato importante che, però, non consente ai sindacati di sorridere fino in fondo, dal momento che, anche per i fermi dovuti alla mancanza di materiale, la produzione ha rallentato mentre per ottobre sono state chieste due settimane di cassa integrazione. Per sostenere la produzione, secondo la Fim-Cisl, servirebbe almeno un altro modello da spostare a Torino.
I casi Cassino e Mirafiori
Nota ancor più dolente è la situazione a Cassino. Dove la produzione, in netta controtendenza rispetto ai dati generali, s’è ridotta addirittura del 37,1 per cento. “Si tratta dello stabilimento che ci preoccupa di più, dove il Gruppo dovrebbe darci delle risposte”, ha affermato il segretario generale Fim-Cisl Fernando Uliano. Che ha proseguito: “L’impegno era entro dicembre. Abbiamo un incontro il 15 ottobre sul tema Mirafiori ma dovremo fare un’analisi complessiva di tutti gli stabilimenti e in quella sede il tema di Cassino è importante”. Una buona notizia, per i sindacati, arriva però da Bruxelles. Con la modifica del regolamento europeo sulle emissioni che “costituisce un primo elemento positivo” anche se si fa “necessario renderla più semplice e rafforzarla attraverso il principio della neutralità tecnologica”.
LEGGI QUI TUTTE LE NEWS DI ECONOMIA
Torna alle notizie in home