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Esteri

Tre anni dal 7 ottobre, Israele sempre più “fragile”

Palazzo Chigi auspica "due Stati che vivano l’uno accanto all’altro all’interno di confini riconosciuti"

di Dave Hill Cirio -


Tre anni dal 7 ottobre: Israele si ferma nel ricordo, tensione alta e allerta massima indicata dall’esercito.

Tre anni dal 7 ottobre

Nel terzo anniversario della tragica strage del 7 ottobre 2023, Israele si è fermato questa mattina con un minuto di silenzio istituzionale. Un raccoglimento osservato alla Knesset e nelle principali piazze del Paese per commemorare le vittime del massacro.

Le agenzie di stampa battono i dettagli di una giornata vissuta sotto una cappa di tensione. Le autorità militari e il ministro della Difesa Israel Katz hanno imposto lo stato di massima allerta all’esercito, ordinando di blindare le posizioni a fronte del rischio di azioni ostili.

Israele ricorda

Ricordate le circa 1.200 vittime e le 251 persone rapite in quella drammatica giornata. Il bilancio cumulativo dei tre anni di conflitto vede l’esercito israeliano impegnato su più fronti con circa 100.000 obiettivi colpiti. Di questi, 65.000 nella Striscia di Gaza e 28.000 tra Libano e Siria. Ciò, a fronte di oltre 74.000 vittime registrate dalle autorità sanitarie palestinesi e di una gravissima crisi umanitaria.

Intervenendo alle cerimonie ufficiali, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito con fermezza che l’azione dello Stato non si arresterà, avvertendo che Israele risponderà con forza a qualsiasi tentativo di destabilizzazione.

Il fronte politico

La ricorrenza si inserisce nel pieno della campagna per le elezioni politiche fissate per il prossimo 27 ottobre. Un appuntamento che vede il Paese a un bivio democratico cruciale. A sfidare Netanyahu, Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore e leader del partito centrista Yashar, in una competizione dominata dalle polemiche sulla sicurezza e dalle pesanti scorie lasciate dal conflitto.

La ricorrenza ufficiale evidenzia così un clima di profonda spaccatura interna, con i familiari delle vittime e i superstiti mobilitati nelle piazze tra richieste di discontinuità politica e la ferita ancora aperta del Paese.

Palazzo Chigi: Due Stati con confini riconosciuti

“Tre anni fa, il 7 ottobre 2023, gli attacchi terroristici di Hamas massacravano uomini, donne e bambini, aggredivano giovani riuniti per ascoltare musica, strappavano persone innocenti alle loro famiglie per trascinarle nella prigionia”. Questo, il ricordo di Palazzo Chigi in una nota.

“Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie e rinnoviamo la nostra vicinanza ai loro cari, a chi ha subito l’orrore del sequestro e al popolo israeliano. Il tempo trascorso non attenua la gravità di quei crimini – prosegue la nota-. Nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti. Ricordarlo significa anche rinnovare l’impegno contro ogni forma di antisemitismo”.

Di seguito, un auspicio per lo stop alle violenze. “Proprio in nome della tutela di tutta la popolazione civile coinvolta, non possiamo restare indifferenti davanti alle drammatiche e inaccettabili sofferenze degli abitanti di Gaza o alla violenza crescente di cui sono vittime i civili palestinesi in Cisgiordania. La spirale di violenza deve essere interrotta”.

Infine, l’impegno per due Stati che vivano in pace. “L’Italia continuerà a lavorare per una pace che garantisca agli israeliani sicurezza e ai palestinesi un futuro di libertà e dignità. Nella prospettiva di due Stati che vivano l’uno accanto all’altro all’interno di confini riconosciuti. Un futuro nel quale il terrorismo non abbia spazio e nessun bambino debba crescere nella paura e nell’odio”.

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