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Cronaca

Napoli, cuccioli malati venduti come cani di razza: cinque arresti e quattro negozi sequestrati

di Roberta Rizzo -


Traffico di cuccioli a Napoli: animali importati dall’Est Europa, affetti da gravi malattie e venduti a famiglie ignare delle loro condizioni di salute. Un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Cites, coordinata dalla Procura di Napoli, ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari. Tre persone sono finite in carcere, mentre altre due sono state poste agli arresti domiciliari.

Cuccioli malati venduti a Napoli: l’indagine

L’inchiesta è iniziata dopo il ritrovamento di un cucciolo abbandonato in strada, ormai in fin di vita. Nonostante i soccorsi, l’animale è morto poco dopo. Gli accertamenti veterinari dell’Asl hanno evidenziato gravi patologie e un sistema immunitario fortemente compromesso.

Da questo episodio, gli investigatori hanno ricostruito un presunto sistema illegale di compravendita di animali. Secondo l’accusa, una famiglia gestiva tre negozi nel Napoletano, acquistando cuccioli provenienti dall’Est Europa senza adeguate garanzie sanitarie.

I piccoli venivano separati troppo presto dalle madri e affrontavano lunghi viaggi verso l’Italia in condizioni igieniche precarie.

False vaccinazioni e cani gravemente malati

I cuccioli malati venduti a Napoli appartenevano principalmente a razze molto richieste, come Chihuahua, barboncini, Spitz, Maltesi e Chow Chow.

Gli animali venivano pubblicizzati sui social come esemplari di razza, completi di pedigree, microchip e vaccinazioni. Tuttavia, secondo gli inquirenti, molte certificazioni risultavano false.

Le analisi effettuate dagli specialisti dell’Università Federico II sui cani deceduti hanno individuato malattie gravi, tra cui cimurro, gastroenteriti virali e infestazioni parassitarie.

Spesso i sintomi comparivano pochi giorni dopo la vendita. Quando gli acquirenti chiedevano spiegazioni, i commercianti avrebbero minimizzato i problemi, contestando persino le diagnosi dei veterinari.

Cinque arresti e oltre 50 truffe contestate

L’operazione dei Carabinieri ha portato al sequestro di quattro attività commerciali, medicinali veterinari, documenti fiscali e sanitari ritenuti falsificati e sistemi di videosorveglianza.

Sequestrati anche 43mila euro in contanti, considerati dagli investigatori possibili proventi delle attività illecite.

Sono oltre 50 gli episodi di truffa contestati. Secondo la Procura, il commercio sarebbe stato sostenuto da una rete di collaboratori e prestanome, coinvolti nella gestione dei pagamenti e delle utenze telefoniche.

L’inchiesta ha così portato alla luce un presunto sistema di sfruttamento degli animali, con gravi conseguenze per i cuccioli e per le famiglie che li acquistavano.

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