Protesta tir, Urso: “Il Viminale sta identificando camionisti per rimuovere i presidi”
Il ministro dell'Agricoltura interviene alla Camera sul rischio di interruzioni nella distribuzione legate alle proteste
“Dobbiamo sbloccare l’Italia e garantire la circolazione delle merci, tenendo conto di tutte le istanze”. Con queste parole il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha risposto alla Camera alle preoccupazioni per le difficoltà nella distribuzione dei prodotti e per la corsa alle scorte alimentari registrata in diverse aree del Paese a causa delle proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti.
Secondo il ministro, il blocco della circolazione delle merci rischia di produrre conseguenze economiche pesanti soprattutto nel Mezzogiorno, dove le criticità logistiche e infrastrutturali rendono più fragile la catena degli approvvigionamenti. Lollobrigida ha sottolineato la necessità di consentire agli imprenditori di commercializzare i propri prodotti e ai cittadini di continuare ad acquistarli senza ostacoli.
Lollobrigida: “Se manca la merce del Sud, spazio alle importazioni”
Il titolare dell’Agricoltura ha avvertito che un prolungamento delle difficoltà nella distribuzione potrebbe favorire l’ingresso di prodotti provenienti da altri mercati europei. Se le merci non arrivassero dai territori produttivi del Sud, ha spiegato, la grande distribuzione sarebbe costretta a rifornirsi attraverso le rotte del Nord Europa, acquistando beni provenienti da Paesi come Spagna e Francia o da mercati extraeuropei transitati attraverso hub logistici continentali.
A margine del question time alla Camera, Lollobrigida è poi tornato sulla protesta degli autotrasportatori, definendo i blocchi “difficilmente spiegabili” dopo le prese di posizione delle principali associazioni di categoria. Il ministro ha inoltre invitato a verificare i profili di alcuni leader della mobilitazione, sostenendo che emergerebbero “criticità” anche sul piano personale e giudiziario. Pur ribadendo la legittimità delle rivendicazioni dei cittadini, ha accusato chi guida la protesta di utilizzare in modo strumentale il malcontento, provocando disagi all’intera collettività.
Urso: “Il Viminale sta identificando camionisti per rimuovere i presidi”
Sul fronte dell’ordine pubblico è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle interrogazioni al question time della Camera. Il ministro ha richiamato la linea del Viminale sui presidi ancora attivi: “Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi”. Urso ha poi avvertito sulle conseguenze legali di una protesta che colpisca solo i mezzi pesanti: “Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive”.
Secondo il ministro, le misure varate dal Governo il giorno precedente sono state accolte con favore dalle associazioni di categoria, che avrebbero sospeso ogni forma di protesta. Restano però alcuni presidi e blocchi sporadici, di cui le stesse sigle dell’autotrasporto hanno chiesto la rimozione con un comunicato congiunto, giudicando ingiustificabile bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo.
Urso ha definito la richiesta un segnale rilevante: “È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”. Un appello analogo, ha aggiunto, è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e dai consumatori.
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