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Politica

Decreto fiscale e tagli accise, si lavora contro la crisi energetica

di Giuseppe Ariola -


Prima il voto con il quale il governo ha incassato la fiducia con 169 sì, 93 no e quattro astenuti. Poi l’esame degli ordini del giorno e la votazione finale con la quale il decreto fiscale è stato approvato in via definitiva. Un provvedimento molto importante sul fronte della maggioranza perché si inserisce in una congiuntura economica sulla quale gravano fortemente le tensioni internazionali. Al rincaro del prezzo dell’energia e con gli aumenti palpabili sulle bollette e alle stazioni di servizio, il governo ha inteso rispondere con una serie di misure per rilanciare la produttività da un lato e per alleggerire il carico fiscale e quello tributario dall’altro. Non a caso, nel corso dell’iter del decreto al Senato sono state modificate in corsa alcune parti del testo originario. Ovviamente, l’impatto del provvedimento su famiglie, imprese e lavoratori non sarà percepibile nell’immediato, ma almeno a partire dai prossimi mesi.

La crisi energetica

Per provare a rispondere subito alle conseguenze del nuovo conflitto in Medio Oriente e, in particolare, alle note complicazioni dettate dalla situazione nello Stretto di Hormuz, domani si terrà invece un nuovo Consiglio dei ministri chiamato innanzitutto a prorogare il taglio delle accise sui carburanti già approvato. Se finora si è riusciti a evitare che l’inflazione schizzasse pericolosamente verso l’alto è stato proprio per effetto del taglio che scadrà proprio domani. Nelle intenzioni del governo c’è però anche quella di intervenire con ulteriori misure da mettere a punto direttamente con le associazioni di categoria del settore dell’autotrasporto. L’idea è, quindi, quella di mettere in campo un apposito pacchetto di interventi per sostenere chi sta sopportando il costo maggiore della crisi.

Dal decreto fiscale alla legge di bilancio

A quanto però trapela da fonti di governo, come si suol dire in questi casi, la coperta è corta. Non c’è quindi ancora una quantificazione dell’ammontare complessivo delle nuove misure. Ovviamente, l’aspetto finanziario è nelle mani del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, già da giorni al lavoro sul dossier. Contemporaneamente, a quanto pare, continua il pressing su Bruxelles per un deroga al patto di Stabilità, perché di certo, ha precisato il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, “non potremo andare avanti ancora molto solo con risorse interne”. La sensazione è, insomma, che oltre al decreto fiscale appena approvato alla Camera e ai nuovi interventi che si appresta a varare il governo, si renderanno necessarie ulteriori misure che potrebbero in qualche modo impattare anche sulle risorse della prossima legge di bilancio.


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