L’argine del rispetto: istituzioni e cultura contro la violenza del bullismo
Il bullismo non è una ragazzata ma una ferita alla dignità dei giovani. L'On. Giorgio Mulè invoca empatia e responsabilità condivisa per battere l'isolamento
La strada e il web come territori di conquista: quando la prevaricazione invade lo spazio dei giovani
C’è un vuoto profondo che si muove dietro le dinamiche del bullismo e del cyberbullismo, una violenza che mira a colpire e isolare chi viene ingiustamente ritenuto “diverso”. Troppo spesso derubricato a banale rito di passaggio o a scaramuccia tra coetanei, questo fenomeno si alimenta dell’indifferenza del gruppo e di una drammatica carenza di empatia. Chi colpisce lo fa per imporre una gerarchia di forza, prendendo di mira l’aspetto estetico, la timidezza o l’abbigliamento non convenzionale della vittima.
Oggi questa violenza non si ferma al suono della campanella a scuola, ma si riversa inevitabilmente nelle piazze, nei parchi e lungo le strade che i nostri ragazzi percorrono ogni giorno, oltre che sulle piattaforme digitali. La strada diventa così un territorio di conquista, dove la logica del branco si fa fisica, visibile e immediata. L’aggressione – che sia un insulto urlato da un motorino, un gesto di esclusione deliberata su una panchina o una minaccia esplicita – mira a privare i giovani del loro diritto fondamentale: quello di sentirsi sicuri nel proprio quartiere.
Camminare a testa bassa, cambiare percorso per andare a scuola o rinunciare a uscire con gli amici sono le conseguenze dirette di un controllo opprimente, che trasforma i luoghi di socialità in zone di pericolo e lascia ferite profonde, capaci di compromettere la libertà, la serenità e il futuro di chi le subisce. Di fronte a questa appropriazione indebita dello spazio pubblico e virtuale, le istituzioni hanno il dovere di rispondere con una presenza culturale forte. Un impegno che l’Onorevole Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, ha voluto evidenziare partecipando in prima persona alle attività di contrasto del fenomeno:
“Ho partecipato con emozione e convinzione alla Maratona sul bullismo promossa dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo. Un momento importante di ascolto, confronto e responsabilità condivisa.
Il bullismo non è una semplice fase della crescita né un fenomeno da sottovalutare: è una ferita che colpisce la dignità, la libertà e il futuro di tanti giovani. Contrastarlo significa costruire una cultura del rispetto, dell’empatia e dell’attenzione verso l’altro. Grazie all’Osservatorio che quotidianamente s’impegna in questa lotta così complicata!”
Riprendersi lo spazio pubblico con la cultura del rispetto
Le parole di Mulè richiamano l’urgenza di una risposta che non lasci spazio all’indifferenza, ovunque il bullismo si manifesti. Che l’aggressione avvenga in un’aula, su un social network o su un marciapiede, il nucleo della battaglia resta lo stesso: la difesa della dignità e della libertà dei più giovani. Di tutti . Per liberare le nostre strade e le nostre comunità dalla logica della sopraffazione è indispensabile una responsabilità condivisa, capace di unire le forze dell’ordine, le famiglie, la scuola e il prezioso lavoro di realtà come l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo. Solo restituendo ai cittadini una cultura dell’empatia e dell’attenzione verso l’altro potremo garantire loro il diritto di vivere la propria crescita e il proprio futuro senza paura.
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