Terremoto ai Campi Flegrei, forte scossa di magnitudo 4.4 all’alba
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.4 ha colpito all’alba di oggi l’area dei Campi Flegrei. Le scosse hanno seminato paura tra i residenti di Pozzuoli, Bacoli e dell’intera area metropolitana di Napoli. Il sisma è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle ore 05:50, con epicentro localizzato tra Pozzuoli e Bacoli e una profondità di circa tre chilometri. Proprio la superficialità dell’ipocentro ha reso il terremoto particolarmente violento e percepito in maniera netta dalla popolazione. Molti cittadini hanno raccontato di essere stati svegliati da un forte boato, seguito da un lungo movimento ondulatorio durato diversi secondi. La scossa è stata avvertita distintamente anche nei quartieri occidentali di Napoli, oltre che sulle isole di Ischia e Procida.
La paura nelle zone interessate dal sisma
Momenti di panico si sono registrati in tutta l’area flegrea. Centinaia di persone sono scese in strada in pigiama, mentre i centralini dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile sono stati tempestati di chiamate. Pochi minuti dopo il primo evento sismico, alle 5:57, è stata registrata una seconda scossa di magnitudo 2.1. Al momento non risultano crolli gravi né feriti, ma le autorità locali hanno immediatamente avviato controlli su edifici pubblici e infrastrutture. Il sindaco di Pozzuoli ha disposto in via precauzionale la chiusura delle scuole per l’intera giornata, mentre proseguono le verifiche strutturali sul territorio.
Il terremoto ai Campi Flegrei non è un fenomeno isolato
Il terremoto odierno si inserisce in una fase di intensa attività sismica che da mesi interessa i Campi Flegrei. L’evento ricorda molto la scossa di magnitudo 4.4 registrata il 20 maggio 2024 e segue il terremoto di magnitudo 4.6 avvenuto nel marzo 2025. Alla base dei continui sciami sismici c’è il fenomeno del bradisismo, tipico dell’area vulcanica flegrea. Il lento sollevamento del suolo, causato dalla pressione di gas e fluidi sotterranei, provoca fratture nelle rocce generando terremoti frequenti e superficiali. L’attenzione della Protezione Civile e dell’Osservatorio Vesuviano resta massima, con un monitoraggio costante dell’evoluzione della situazione nei Campi Flegrei.
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