L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Sport

Il Ddl Sport è legge: investire oggi per costruire il futuro

di Laura Tecce -


Lo sport, ormai è un dato acclarato, può essere considerato a tutti gli effetti come una delle “infrastrutture strategiche” di un Paese, capace di generare economia, turismo, occupazione, innovazione e coesione sociale. È in questa prospettiva che va letto il via libera definitivo del Senato al decreto legge in materia di sport e grandi eventi, approvato il 29 luglio scorso.

Un provvedimento che arriva in una fase particolarmente significativa per l’Italia, chiamata nei prossimi anni ad essere protagonista sulla scena internazionale con una serie di appuntamenti di grande rilevanza. Dopo le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina, il nostro Paese continuerà a essere al centro della scena con i Giochi del Mediterraneo di Taranto, gli Europei di calcio UEFA Euro 2032 organizzati insieme alla Turchia e l’America’s Cup nel Golfo di Napoli. Eventi diversi tra loro accomunati da una caratteristica: lasceranno un’eredità che dovrà andare ben oltre la cerimonia di chiusura. Ed è proprio qui che si misura la “qualità” della politica sportiva: organizzare un grande evento significa garantire sicurezza, accoglienza e spettacolo ma anche realizzare impianti, riqualificare aree urbane, migliorare collegamenti, creare occupazione e offrire nuove opportunità ai territori.

La vera partita è la legacy per il Paese

Se, dopo l’ultima medaglia assegnata o l’ultima regata disputata, rimane una legacy tangibile, allora il successo non è soltanto sportivo: diventa un investimento per il Paese. Una manifestazione dura pochi giorni; un impianto, un quartiere riqualificato, una città più moderna e senza barriere architettoniche e migliaia di giovani che si avvicinano allo sport possono invece cambiare il volto di un territorio. Ed è questa la partita più importante, quella che l’Italia non può permettersi di perdere. L’obiettivo dichiarato del decreto Sport – oltre al rafforzamento di strumenti, tutele e opportunità per atlete e atleti, società, famiglie e territori – è proprio quello di migliorare ed efficientare il modello sportivo italiano fornendo strumenti normativi e amministrativi capaci di accompagnare l’organizzazione di appuntamenti internazionali sempre più complessi, evitando ritardi e semplificando procedure che, troppo spesso, in passato hanno rallentato opere e investimenti.

Naturalmente saranno i risultati a dire se la strada intrapresa sarà quella giusta. Le leggi, da sole, non bastano. Servono tempi certi, cantieri conclusi, gestione efficiente delle risorse e trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici. È su questo terreno che ogni governo è chiamato a essere giudicato.

LEGGI TUTTE LE NEWS DI SPORT


Torna alle notizie in home