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Cronaca

Le domande che la Procura dovrà fare a Ranucci

Le ore passate al telefono tra i due, anche dopo l'attentato, rimangono un buco nero: cosa si sono detti davvero mentre i carabinieri cercavano i mandanti?

di Angelo Vitale -

Una foto pubblicata nel maggio del 2023 da Il Riformista, mostra Sigfrido Ranucci a cena con alcune persone tra cui (a capotavola) Walter Lavitola, proprietario del ristorante Cefalù, nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma


L’attentato del 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, portando a Rebibbia Valter Lavitola, ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di relazioni pericolose e sottese ambizioni politiche che stanno sgretolando il Mito del “giornalista d’inchiesta senza macchia”.

Il “non detto” di Ranucci su Lavitola

Se la Gip di Roma Iole Moricca delinea la figura di Valter Lavitola come l’ideatore di un paradossale “attentato d’amore”, un’altra Gip – la milanese Clementina Forleo – non esita a denunciare sui social che “in un Paese normale Ranucci sarebbe già stato indagato per estorsione” e i suoi telefoni sequestrati.

Cosa c’è in quei telefoni?

Auspicabile che il procuratore Lo Voi – uno dei numeri di quella rubrica – si ponga seriamente questo passaggio.

Il primo grande interrogativo riguarda la genesi del rapporto Ranucci – Lavitola. Nel 2024, interpellato dal Corriere, Ranucci liquidava i contatti con Lavitola come tentativi di quest’ultimo di “fare amicizia”.

Invece, un legame consolidato, profondo e “sincero”. La cronaca di questi giorni sta rivelando un sempre più ampio “non detto” tra i due.

Le “omissioni” di racconto

Denso di ombre è il comportamento tenuto da Ranucci dopo la bomba. Sollecitato dagli inquirenti a riferire su ogni possibile relazione sospetta, non fece il nome di Lavitola.

Perché un esperto nel “fiuto” per complotti e relazioni occulte non ha mai nutrito il minimo dubbio verso un personaggio dal passato così ingombrante? Le ore passate al telefono tra i due, anche dopo l’attentato, rimangono un buco nero: cosa si sono detti davvero mentre i carabinieri cercavano i mandanti?

Resta, sullo sfondo, tutta la serie di numerose domande che molti italiani si fanno, ogni giorno di più, sul comportamento di Ranucci, da oggi sempre più nell’angolo possibile di tutte le “precisazioni” che Lavitola farà da Rebibbia.

Lo avrebbe potuto aiutare, se solo il conduttore non avesse creduto davvero alla sua infallibilità e alla sua invulnerabilità, la “fascetta” di un libro da lui scritto e la cui presentazione lo attende il prossimo 27 agosto a Favignana, salvo clamorosi sviluppi della vicenda giudiziaria e professionale che lo coinvolge.

“Le tue scelte cambiano il tuo destino”: parole, al solito, retoriche e roboanti, come è nella sua cifra narrativa. Parole, oggi, quasi sarcastiche se non profetiche.

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