Elogio a Corrado Augias un signore di altri tempi che elogia Gianni Letta, eccellenza repubblicana
Corrado Augias è un antico raffinato signore delle lettere che distilla, in un canale tv (LA7) schierata e sorniona, apprezzate lezioni di storia e di stile. È un piacere ascoltarlo e, quando accade, leggerlo sia nelle prose erudite sia mentre si racconta e racconta nel giornalismo scritto e parlato. Voce lucida e intransigente di una sinistra oggi pallida quanto inesistente. Pensiero libero che traspare da una bella intervista al Corriere nella quale discorre di un Machiavelli, condiviso con sua figlia, da “liberare”. Un gigante che egli sottrae alla vulgata del cinismo e restituisce alla ragion di Stato, alla scienza della politica e alle “virtù” della guerra giusta quando soccorra, appunto, il diritto a difendersi e a esistere.
Il ragionamento fila finché non approda ad una Galleria di caratteri, profili e stagioni lunga un secolo che si sgrana in una sequenza di personalità singolari ed eccentriche. (Quasi) tutte giudicate con una grazia composta ed esornativa. Non dico Draghi Veltroni, Andreotti, Pertini, Pajetta, Cossiga. Perfino Renzi viene temerariamente “restaurato” in una dimensione statuale, virtuosa tuttora promettente.
In ogni caso, ad ognuna delle figure è riservata una franca benevolenza. Finché in un angolo riposto e strategico della godibile intervista non si affaccia un richiamo particolarmente lusinghiero a Gianni Letta, “grande visione”, una riserva aurea nella stagione berlusconiana. Un prezioso frammento, solo qualche riga (ma di assoluto valore testimoniale) riservata ad una eccellenza repubblicana cui viene lealmente riconosciuta una grazia di Stato.
Tuttora in servizio. Spero ci sia perdonato l’ardimento, se scriviamo di quelle cose che, di Augias, ci piacciono e apprezziamo. Da signore di altri tempi, altra classe. Profumo di essenze perdute.
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