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Politica

Scarpinato e la polemica feroce in Commissione antimafia

Durissimo botta e risposta con la presidente Colosimo, scontro aperto sull'indagine mafia-appalti

di Paolo Diacono -


Le parole di Scarpinato fanno scoppiare l’ennesimo fronte di polemica che travalica anche i confini della Commissione antimafia. Il caso è quello delle accuse e dell’indagine su mafia-appalti e sulle presunte condotte di “depistaggio” rivolte all’ex procuratore oggi parlamentare del M5s. Che hanno fatto reagire la presidente della Commissione stessa, Chiara Colosimo, che ha chiesto sostanzialmente accusato in tv lo stesso Scarpinato. Una vicenda che intreccia dinamiche giudiziarie con la polemica politica e su cui si dibatte, e si dibatterà, per molto tempo.

Scarpinato, che scontro con Colosimo

Colosimo ha tuonato a proposito di Scarpinato: “l nido di vipere era presieduto dal procuratore capo Giammanco. Paolo Borsellino, quando a Capaci salta in aria l’autostrada, decide di dare giustizia a Giovanni Falcone, di fermare lo strapotere di Cosa Nostra e spiegare cosa fosse successo a Capaci: per farlo riprende il filo di alcune indagini: tra queste, il dossier mafia-appalti. Mentre lui fa tutto questo, tutto si ferma fino a una inusuale riunione a Palermo il 14 luglio (cinque giorni prima dell’attentato nel quale morì, ndr) durante la quale nessuno gli dice che il giorno prima avevano archiviato gran parte del filone su mafia appalti. Questo lo scrive il gip e lo dicono tutti i magistrati auditi dal Csm subito dopo la strage. Ma oggi Scarpinato dice a Natoli di dire un’altra cosa e Scarpinato non era presente alla riunione del 14 luglio, quindi non può saperlo”.

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La replica puntuta

Scarpinato non ci sta e replica al veleno. “Vi è da essere seriamente preoccupati per la memoria della presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, che ieri sera al Tg1 davanti a milioni di cittadini ha riferito delle falsità clamorose dimenticandosi del tutto di informazioni e fatti che dovrebbe conoscere benissimo”. E dopo questo incipit ha poi aggiunto. “La presidente Colosimo ha parlato di una archiviazione dell’indagine mafia-appalti. Sa bene che è documentalmente provato che l’indagine non è mai stata archiviata e che nel luglio ’92 vennero temporaneamente archiviate solo le posizioni di alcuni indagati, arrestati pochi mesi dopo al sopravvenire di nuove prove”.

Finita qui? Macché

Lo spiegone dell’attuale parlamentare M5s prosegue: “Mentendo spudoratamente, ha affermato che tutti i magistrati presenti alla riunione del 14 luglio ’92 uditi dal Csm dopo la Strage, hanno dichiarato che nessuno disse a Borsellino di quella richiesta di parziale archiviazione. Una menzogna smentita dai documenti che attestano che nessun magistrato abbia mai reso in quella occasione una dichiarazione simile. Un vero depistaggio in diretta televisiva”. Per Scarpinato: “Siamo consapevoli della mission politica della presidente Colosimo: egemonizzare i lavori della Commissione, indirizzarli esclusivamente in una sola direzione, impedire in tutti modi lo svolgimento di indagini conoscitive sui mandanti esterni, sui depistaggi, sulle stragi del ’93 e su qualunque pista alternativa”.

La richiesta di Fdi, le accuse di Fi

Scarpinato, ora, finisce nel mirino delle polemiche. Fratelli d’Italia ne ha chiesto la sostituzione in Commissione antimafia, richiesta a cui s’è associata anche Forza Italia. “Tenta goffamente di sminuire la portata di quella che fu una pietra tombale sull’indagine più temuta da Cosa Nostra”, ha detto il senatore Fdi Raoul Russo, capogruppo in Commissione. Le parole di Maurizio Gasparri sono ancora più dure: “Scarpinato dice di essere stato ’bullizzatò dal gip di Caltanissetta, Santi Bologna. E che dovrebbero dire quelli che sono stati processati, anche per sua iniziativa, per anni e anni per una fantomatica accusa di una trattativa Stato-mafia, che hanno visto le loro carriere e le loro vite distrutte? Altro che bullizzati, sono stati liofilizzati probabilmente. Anche se poi hanno resistito a quella montagna di ingiustizia”.


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