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Economia

Sanità, i numeri Gimbe: “Tagli invisibili costano 18,8 miliardi”

Il report alla Camera, tutti i dati della Fondazione

di Maria Graziosi -


Gimbe fa i conti alla sanità e denuncia: negli ultimi quattro anni, secondo l’analisi della Fondazione, i tagli “invisibili” hanno fatto perdere al comparto fino a 18,8 miliardi di euro. La questione sollevata quest’oggi alla presentazione del nono rapporto di Gimbe alla Camera dei Deputati è tutta nei numeri. Se tra il 2023 e il 2026 il fondo sanitario nazionale ha registrato aumenti per 17,5 miliardi (passando da 125,4 miliardi del 2022 ai 142,9 del 2026), tutto cambia se si vede in rapporto alla ricchezza prodotta nel Paese. Il rapporto sanità-Pil è, per Gimbe, diminuito.

Gimbe e i tagli invisibili alla sanità

I conti sono presto fatti. Stando a Gimbe, infatti, nel 2022 il fondo sanitario era pari al 6,27 per cento del prodotto interno lordo nazionale. Negli anni seguenti, però, è scesa fino al 6%, raggiungendo un lieve aumento solo quest’anno, quando si è attestato al 6,14 per cento. Se nel periodo 2023-2026, fanno sapere gli analisti della Fondazione, il rapporto Fondo sanitario/Pil fosse rimasto costante al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18, 8 miliardi in più. Ed ecco perché adesso si parla di “tagli invisibili”.

Diritti sempre più cari

Ma ci sono degli altri numeri che finiscono già al centro del dibattito tra politica e sanità. Quelli legali alla spesa sanitaria totale. Che, nel 2025, s’è attestata a 190,1 miliardi complessivi. Di cui ben 42,2 a carico delle famiglie italiane. C’è poi il tema dei fondi sanitari, assicurazioni che coprono quasi sette miliardi. Rispetto al 2024 la spesa out-of-pocket, dicono ancora da Gimbe, diminuisce dell’1% (-434 milioni di euro), mentre quella intermediata cresce del 10,1% (+642 milioni). In particolare, quella per assicurazioni sanitarie volontarie aumenta del 12,7%, passando da 4,69 a 5,29 miliardi.


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