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L’energia della divisione: solo aiuti di Stato, che scontro sugli Ets

Il Consiglio Europeo nel segno dello scontro. La Commissione non approverà altre misure a breve termine. Il braccio di ferro sugli standard

di Paolo Diacono -


Non ci saranno interventi della Commissione Ue sull’energia: solo aiuti di Stato. E, naturalmente, solo temporanei e mirati. È tutta una questione di prospettive, di livelli temporali. Roba che a raccontarla pare un videogioco. Dicono le solite fonti europee, quelle che stanno ascoltando i lavori delle segrete stanze e raccontano a chi è fuori cosa starebbe succedendo al Consiglio Europeo, che si tratta di una vicenda di visuale. La Commissione può mettere in campo interventi “anche nel breve periodo” ma gli effetti positivi si apprezzeranno solo nel “medio periodo”. Qui, però, c’è da affrontare il brevissimo periodo. Che fare? Nel dubbio, niente.

Energia? Solo aiuti di Stato

Dunque, per combattere fin da subito i costi dell’energia ci si dovrà affidare agli aiuti di Stato. Che, di volta in volta, dovranno essere autorizzati dalla Commissione stessa. L’Europa, però, ha ammesso finalmente che c’è un elefante gigantesco nella stanza dell’energia. L’hanno chiamato in inglese, definendolo “pricing”. Il prezzo della bolletta, pure per l’esecutivo comunitario, è “un problema” e finalmente è stato ammesso. Per contrastarlo, da Bruxelles hanno assicurato che la questione “sarà approfondita”. E a questo punto cascano le braccia considerando che è da anni che se ne parla.

Annacquate gli Ets!

Ma quella degli aiuti non è stata di certo l’unica questione sull’energia che ha animato il dibattito al Consiglio europeo. C’è tutto il filone degli Ets. Con la lettera che stamattina Danimarca, Svezia e Finlandia hanno inviato per “denunciare” i tentativi degli altri Paesi (Italia e Grecia in testa, Visengrad 4 a seguire) di smontare il loro giocattolo green preferito. Dato che quei cattivoni dei meridionali (e orientali) hanno proseguito ad attaccare l’Ets arrivando addirittura, come hanno spiegato le “fonti”, a tentare di “diluire il linguaggio ambizioso” della Ue sugli standard. Beato il popolo che non ha bisogno di eroi. E nemmeno di lessicografi.

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