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Esteri

Regno Unito, Farage: Clacton come prova di forza dell’onda antisistema

L'inchiesta riprenderà, intanto Reform UK cresce

di Mauro Trieste -


Nigel Farage ha dominato le suppletive di Clacton-on-Sea, trasformando un collegio già a lui favorevole in un palcoscenico di rilegittimazione politica e ribaltando un’indagine parlamentare in un plebiscito personale. La sua mossa di dimettersi, riaprire il voto, e sfidare l’establishment sul terreno del consenso, è stata un atto di astuzia politica che pochi avrebbero rischiato. E che, numeri alla mano, ha pagato.

Farage ha anticipato la proclamazione ufficiale, parlando di una vittoria “abbastanza convincente”. In realtà, è stata molto più che convincente: 22.239 voti, una maggioranza di 12.784 preferenze, pari al 62,82%. Un balzo rispetto al 46,2% ottenuto nel 2024. Il suo avversario più vicino, paradossalmente, non è stato un candidato dei partiti tradizionali, che hanno boicottato la competizione, ma Count Binface, il personaggio satirico che ha raccolto un sorprendente 27%. Un segnale che a Clacton esiste un’opposizione a Farage, ma non un’alternativa politica credibile.

La sfida al potere attraverso le urne

La narrazione del leader di Reform UK è stata calibrata con precisione. La polizia dell’Essex gli avrebbe consigliato di non partecipare allo spoglio per una “minaccia credibile”, una “campagna organizzata per ostacolare e screditare il risultato”. Una cornice perfetta per rafforzare l’immagine del leader sotto assedio, che non arretra e vince comunque. L’affermazione diventa così non solo elettorale, ma simbolica. Nigel Farage si presenta come l’uomo che il tentacolare apparato di potere non riesce a fermare.

La strategia è trasformare l’indagine sulle donazioni non dichiarate in un referendum popolare. Il sovranista lo ha detto esplicitamente: “Che sia il popolo a giudicarmi, non l’élite di Westminster”. È la stessa logica che, in Italia, seppur in scala più ridotta, ha caratterizzato il caso Occhiuto in Calabria. Quando la pressione giudiziaria si intreccia con la politica, il ritorno alle urne diventa un modo per ribaltare la narrativa e reclamare legittimità.

Il partito di Farage gode di ottima salute

Reform UK, intanto, continua a crescere. Ha conquistato le elezioni locali di maggio, contribuendo alla caduta di Keir Starmer e all’arrivo a Downing Street di Andy Burnham. Ma l’ascesa non è lineare. Le suppletive di Clacton offrono a Farage una tregua, ma non una soluzione definitiva. L’inchiesta parlamentare riprenderà, e una sospensione superiore ai dieci giorni potrebbe innescare nuove elezioni, questa volta con i partiti tradizionali pronti a scendere in campo.

Eppure, secondo il politologo John Curtice, Farage potrebbe uscire indenne anche da questo passaggio. La strada individuata è inglobare o distruggere i Conservatori, già indeboliti e attraversati da fughe verso il suo partito. Il vero obiettivo è il 2029, quando il Regno Unito tornerà alle urne.

Il plauso di Bardella

La vittoria di Clacton ha avuto eco immediata in Europa. Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha celebrato Farage come un leader che “ha avuto il coraggio e la dignità di sottoporsi nuovamente al giudizio degli elettori”. Le sue parole non sono casuali. Bardella ha insistito su tre concetti chiave della nuova destra europea. Primo, la legittimazione democratica passa dal voto, non dai tribunali. Secondo, le indagini giudiziarie sono percepite come strumenti per blindare gli assetti attuali. Terzo, il consenso popolare è la risposta politica alle “manovre” dei palazzi.

Il fil rouge che lega Farage e Le Pen

Il riferimento a Marine Le Pen è inevitabile. Nonostante la condanna per uso improprio dei fondi europei, la leader del RN è tornata eleggibile e correrà per l’Eliseo nel 2027. Anche in Francia, come nel Regno Unito, le forze antisistema stanno usando le urne per riaccreditarsi dopo gli sgambetti giudiziari. Non per negare le accuse, ma per dimostrare che il consenso resiste, che la legittimazione arriva dal basso e che l’elettorato non si lascia guidare dai dossier.

La traiettoria di Farage, Le Pen e Bardella è comune. Le destre antisistema stanno tramutando la pressione istituzionale in un trampolino politico, rivendicando il voto come arma di controffensiva. Clacton è un tassello di una dinamica più ampia fatta di riaccreditamento democratico attraverso le urne, di sfida all’establishment e di costruzione di un consenso che sopravvive alle tempeste giudiziarie.


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