Fiano Romano, operaio di 58 anni precipita dal tetto di un capannone e muore
La sicurezza sul lavoro è uno dei temi principali che viene trattato quotidianamente, anche a causa dei numerosi decessi che avvengono troppo spesso. L'ultimo è avvenuto in queste ore, alle porte di Roma.
Un volo di circa dieci metri dalla copertura di un capannone, nella zona industriale di Fiano Romano, è costato la vita ieri mattina a un operaio italiano di 58 anni. L’uomo stava eseguendo alcuni interventi sul tetto della struttura quando – per ragioni ancora da chiarire – è precipitato al suolo. I sanitari dell’Ares 118 hanno tentato di rianimarlo, ma i traumi riportati durante la caduta non gli hanno lasciato scampo.
Sulla dinamica indagano le forze dell’ordine, chiamate a ricostruire quei pochi istanti fatali: andranno verificati la presenza di parapetti, linee vita e imbracature, la tenuta della copertura e il rispetto delle misure previste per i lavori in quota. Non è stato ancora reso noto per quale impresa l’operaio stesse lavorando. La zona industriale di Fiano, del resto, conosce già queste tragedie: nell’ottobre 2020 morì Gustavo Checchi, 67 anni, dopo che una lastra di plexiglass aveva ceduto sotto i suoi piedi sul tetto di un capannone, e nel maggio 2025 un autista di 59 anni rimase schiacciato da una pedana nei magazzini della Pac2000.
Morti sul lavoro: tre vittime in cinque giorni
Quella di Fiano è la terza morte sul lavoro nell’area romana in appena cinque giorni. Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre un magazziniere di 25 anni, impiegato tramite un’agenzia, si è accasciato mentre smistava pacchi nel centro Amazon di Settecamini: per lui non c’è stato nulla da fare e l’ipotesi è quella di un malore.
L’azienda ha espresso cordoglio e si è detta a disposizione delle autorità. Poche ore dopo, in un’autofficina di via Rocca di Cave, tra Settecamini e Casal Monastero, il meccanico Raffaele Ioanna, 48 anni, è rimasto ucciso dallo scoppio delle sospensioni pneumatiche del camion su cui stava intervenendo, finendo schiacciato dal mezzo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il magistrato di turno; officina e veicolo sono stati sequestrati. Episodi che arrivano a poche settimane dalla morte di Andrea Moretti, 22 anni, precipitato il 23 settembre mentre lavorava in fune all’interno del Colosseo, nel cantiere per la nuova illuminazione dell’anfiteatro.
I numeri dati dall’Inail
Le statistiche confermano che non si tratta di casi isolati. Secondo i dati provvisori dell’Inail, tra gennaio e agosto 2026 le denunce di infortunio con esito mortale sono state 701, venti in più rispetto allo stesso periodo del 2025: 498 riguardano incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa, 191 il tragitto tra casa e lavoro, 12 gli studenti.
Si tratta di pratiche ancora soggette all’istruttoria dell’Istituto. Le denunce complessive hanno raggiunto quota 404.809, in crescita del 5,4%, mentre quelle per malattia professionale sono salite del 16,3%, a 74.542. Il Lazio segue la stessa traiettoria: i casi mortali denunciati sono passati da 53 a 62, con un aumento del 17%, e nelle costruzioni da cinque a otto.
La proposta di legge “omicidio sul lavoro“
Proprio domenica, a Longarone, in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, l’Anmil è tornata a chiedere al Parlamento un reato autonomo di omicidio sul lavoro.
Il riferimento è alla proposta di legge C. 2849, depositata alla Camera il 19 marzo 2026 dal deputato di Avs Filiberto Zaratti e assegnata alla commissione Giustizia. Il testo introduce nel codice penale l’articolo 589-quater, che punisce con la reclusione da due a sette anni chi causa per colpa la morte di una persona violando le norme di prevenzione, con pene fino a dodici anni nelle ipotesi aggravate.
Prevede, inoltre, l’arresto obbligatorio in flagranza per i casi più gravi e una fattispecie specifica per le lesioni gravi o gravissime. L’associazione sollecita anche una Procura nazionale del lavoro, affidata a magistrati specializzati, per superare la frammentazione delle indagini. “Non si tratta di giustizialismo”, ha precisato il presidente Amedeo Bozzer.
Il continuo e necessario richiamo alla prevenzione
Nel messaggio per la ricorrenza, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il dovere di agire sui rischi prima che si trasformino in incidenti o tragedie, mentre la ministra del Lavoro Marina Calderone ha indicato nella prevenzione la prima forma di tutela della vita. Parole pronunciate appena ventiquattro ore prima che un altro lavoratore perdesse la vita cadendo da un tetto.
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