Garlasco, gli atti della nuova indagine trasmessi alla Procura generale a Milano per la possibile revisione di Stasi
La Procura di Pavia ha trasmesso alla Procura generale di Milano gli atti della nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi. La documentazione presente nel fascicolo potrebbe infatti risultare utile a un’eventuale richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi.
La Procura generale è già al lavoro su una possibile iniziativa finalizzata a rivedere la posizione di quello che allo Stato è l’unico condannato per il caso di Garlasco. E dovrà valutare se gli elementi raccolti nella nuova inchiesta siano tali da poter giustificare una richiesta di revisione della sentenza che ha condannato Stasi a 16 anni di carcere per l’omicidio dell’allora fidanzata.
In parallelo anche la difesa dell’allora fidanzato di Chiara sta predisponendo una propria richiesta di revisione. Il percorso è però totalmente autonomo dalle eventuali iniziative della Procura Generale.
Le carte di Pavia sul tavolo della Procura generale
Parte della documentazione è stata trasmessa già da tempo e si trova all’esame della procuratrice generale Francesca Nanni e della sua vice Lucilla Tontodonati. Al momento, tuttavia, non è stata assunta alcuna decisione e la valutazione richiederà tempo. Il punto centrale è comprendere quale peso possano avere i risultati della nuova indagine rispetto a un iter giudiziario che ha portato alla condanna definitiva di Stasi. Non c’è dunque alcun automatismo: la chiusura delle indagini su Sempio non determina di per sé la revisione del processo all’ex fidanzato di Chiara Poggi.
La Procura generale dovrà analizzare nel dettaglio gli atti e stabilire se il nuovo quadro investigativo presenti elementi incompatibili, o comunque difficilmente conciliabili, con la sentenza passata in giudicato.
Un possibile bivio giudiziario
La trasmissione degli atti rappresenta comunque un passaggio particolarmente delicato. Per la prima volta, infatti, il materiale raccolto nella nuova indagine su Sempio viene esaminato anche nella prospettiva delle possibili conseguenze sulla posizione di Stasi.
Da una parte c’è una condanna definitiva, arrivata dopo un lunghissimo percorso processuale. Dall’altra una nuova inchiesta che individua in Sempio un diverso possibile responsabile dell’omicidio. Si tratta quindi due percorsi distinti, almeno per il momento. A Pavia proseguirà l’iter relativo alla posizione di Sempio dopo la chiusura delle indagini. A Milano, invece, la Procura generale dovrà stabilire se quanto emerso sia sufficiente per attivare lo strumento straordinario della revisione. I tempi non saranno brevi. Nanni e Tontodonati dovranno passare al setaccio una mole consistente di documentazione prima di assumere una determinazione.
Solo al termine dell’esame si potrà capire se il nuovo capitolo dell’inchiesta di Garlasco resterà circoscritto alla posizione di Andrea Sempio oppure finirà per rimettere formalmente in discussione anche la condanna di Alberto Stasi.
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