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Gravi indizi di reato

GRAVI INDIZI DI REATO – Andrej Romanovič Čikatilo: Il mostro di Rostov

di Francesca Petrosillo -


Andrej Romanovič Čikatilo è entrato nella storia come uno dei serial killer più spietati del Novecento. Conosciuto con i soprannomi di “Mostro di Rostov” e “Cittadino X”, ha seminato terrore in tutta l’Unione Sovietica per oltre un decennio, dal 1978 fino al 1990, lasciando dietro di sé 53 vittime tra donne, bambini e adolescenti. Nato nel 1936 nel piccolo villaggio di Jablučne, nell’Ucraina sovietica, Čikatilo ha trascorso un’infanzia durissima. Gli anni della Seconda guerra mondiale lo hanno segnato nel profondo: miseria, violenza quotidiana, le devastazioni del conflitto viste con gli occhi di un bambino, e un’educazione familiare fatta di umiliazioni e rigidità. Un terreno fertile, secondo molti studiosi, per la formazione di una personalità gravemente disturbata.

Completati gli studi e il servizio militare, ha intrapreso la carriera di insegnante, ed è proprio nelle scuole in cui ha lavorato che sono emersi i primi segnali inquietanti: più episodi di comportamenti inappropriati con i ragazzi, mai però sfociati in un procedimento penale. I continui spostamenti imposti dal lavoro gli hanno in seguito offerto copertura e libertà di movimento, diventando una condizione ideale per i suoi crimini. Il primo omicidio accertato risale al 1978, a Šachty, nei pressi di Rostov sul Don. Da lì ha avuto inizio una catena di delitti di una brutalità difficile da descrivere. Le vittime venivano avvicinate nelle stazioni di treni e autobus, convinte a seguirlo in posti isolati, e poi uccise.

Per anni gli investigatori hanno brancol­ato nel buio, ostacolati anche da errori tecnici nell’analisi del materiale biologico rinvenuto sulle scene del crimine. Nel 1984 era già finito in manette per reati minori, ma era stato rimesso in libertà per mancanza di prove concrete. Ha continuato a colpire indisturbato, mentre le autorità, ormai sotto pressione, ricorrevano per la prima volta nella storia sovietica alla consulenza di uno psichiatra per tracciare il profilo di un assassino seriale. L’arresto definitivo è arrivato nel novembre del 1990. Dopo settimane di interrogatori serrati, Čikatilo ha ceduto e ha iniziato a confessare.

Il processo, aperto il 4 aprile 1992, ha tenuto incollata l’opinione pubblica di mezzo mondo. In aula è stato rinchiuso in una gabbia di metallo, misura necessaria per tenerlo al riparo dalla furia dei familiari delle vittime. I periti lo hanno ritenuto pienamente capace di intendere e volere, nonostante i tentativi di apparire instabile. La sua esecuzione, avvenuta il 14 febbraio del 1994 nel carcere di Novočerkassk con un colpo di pistola alla nuca, ha chiuso formalmente uno dei casi criminali più gravi della storia sovietica.

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