L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Il campo largo si restringe, Conte guida la fronda anti Renzi. E Onorato gli fa da spalla

Più si avvicinerà il momento di decidere su programma e primarie, più diventerà difficile ignorare fino a quando Renzi sarà disposto a porgere l’altra guancia alle continue bordate del leader pentastellato

di Lino Sasso -


Quanto davvero il blocco progressista prova ad allargare il proprio perimetro in vista della sfida a Giorgia Meloni? Come apparso chiaro da tempo, in realtà molto poco. E il paradosso del campo largo sta diventando sempre più evidente. Mentre Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra lavorano alla costruzione di un programma comune, attorno all’ingresso di Italia Viva cresce una fronda di netta contrarietà a Matteo Renzi. A guidarla è soprattutto Giuseppe Conte. Il presidente pentastellato non ha mai nascosto le proprie perplessità sull’acerrimo nemico, quello che ha osato spodestarlo da Palazzo Chigi. E negli ultimi giorni ha alzato ulteriormente il livello dello scontro, scoprendo definitivamente le carte.

Conte preferisce Onorato a Renzi

Al posto di Renzi, Conte preferisce puntare su Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia. Il feeling politico tra i due non passa inosservato. Tanto che Onorato gli si è messo perfettamente in scia. Fosse anche solo subodorando la possibilità di prendere il posto dello stesso Renzi nella coalizione.
Non è infatti un segreto che Progetto Civico Italia lavora per accreditarsi come nuova gamba centrista del fronte progressista, puntando su amministratori locali e civismo.
È proprio questo il punto più delicato per Italia Viva. Non si tratta più soltanto dell’antica diffidenza tra Conte e Renzi, protagonisti della traumatica conclusione del secondo governo guidato dall’attuale leader 5 Stelle. Quella che sta prendendo forma è una sfida per stabilire chi debba occupare lo spazio politico al centro della futura alleanza. Ammesso che un centro ci sarà, vista l’attuale composizione di un blocco progressista dalla chiara matrice di sinistra sinistra.

Renzi troppo distante dal campo progressista

Dietro il veto sull’ex presidente del Consiglio convivono infatti due obiezioni diverse. La prima riguarda la sua affidabilità politica: per i suoi avversari Renzi rimane un alleato imprevedibile, capace di diventare elemento di divisione dentro una coalizione già complicata da tenere insieme. Probabilmente hanno anche paura di uno più bravo di loro. La seconda è forse ancora più sostanziale. Italia Viva rappresenta un’area riformista distante su diversi dossier dalla cultura politica che oggi domina il campo progressista. Impresa, fisco, giustizia e alcune scelte economiche rendono difficile immaginare una sana e pacifica convivenza di Renzi in un blocco il cui baricentro resta quello formato da Pd, 6 Stelle e Avs. Non a caso, quando Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli si sono ritrovati alla festa di Avs, il nodo del perimetro è riemerso in tutta la sua problematicità. E alla semplice evocazione del nome di Renzi dalla platea sono arrivati mugugni e inviti a procedere anche senza di lui.

Renzi continua a incassare. Ma fino a quando?

L’ex premier, almeno per il momento, sceglie la strategia del pungiball. Invece di rispondere ai veti con altri veti, insiste sulla necessità di allargare la coalizione e sostiene che senza l’apporto dell’area riformista il centrosinistra rischierebbe di lasciare scoperta una fetta decisiva dell’elettorato. Ha chiesto le primarie e a Cernobbio ha proposto persino un “contratto alla tedesca”, cioè un accordo dettagliato sui punti programmatici per consentire a forze diverse di governare insieme. Una linea che gli consente anche di rovesciare sugli altri la responsabilità di un’eventuale rottura: se l’obiettivo prioritario è battere Meloni, sostiene in sostanza Renzi, dovrà essere chi lo vuole fuori a spiegare perché preferisce rinunciare ai suoi voti. E anche nei confronti di chi non gli risparmia bordate praticamente quotidiane il leader di Italia Vica continua a manifestare una certa tolleranza, rivendicando unità e pragmatismo. Ma più si avvicinerà il momento di decidere su programma e primarie, più diventerà difficile ignorare fino a quando Renzi sarà disposto a porgere l’altra guancia.


Torna alle notizie in home