Il discorso di Mattarella a Berlino: “La guerra di aggressione è un crimine. Non si deve amare la bomba”
Il discorso di Mattarella a Berlino per la Giornata del Lutto nazionale si è trasformato in un forte richiamo alla responsabilità della comunità internazionale di fronte al ritorno della corsa agli armamenti e al rischio nucleare. Davanti ai parlamentari tedeschi, il Presidente della Repubblica ha denunciato l’emergere di “nuovi Dottor Stranamore”, indicando come pericolosa la retorica secondo cui si debba “amare la bomba”, in un chiaro riferimento alle potenze che investono nuovamente su arsenali e sperimentazioni atomiche.
Il richiamo del Presidente Mattarella sul nucleare
Mattarella ha ricordato come il Trattato che mette al bando gli esperimenti nucleari, approvato nel 1997, non sia stato ancora ratificato da paesi cruciali per l’equilibrio internazionale: Cina, India, Pakistan, Corea del Nord, Israele, Iran, Egitto e Stati Uniti. A questi si aggiunge la Russia, che nel 2023 ha formalmente ritirato la propria ratifica. Una situazione che, pur nel rispetto de facto delle prescrizioni del Trattato, non riduce la minaccia. “Non attenua la minaccia incombente”, ha avvertito il Capo dello Stato. Il Presidente Mattarella, nel corso del suo discorso a Berlino, ha definito “pericolosa” la tendenza a rottamare accordi e istituzioni nati per prevenire violenze e conflitti, strumenti che – ha sottolineato – nelle società nazionali sarebbero assimilati a reati e severamente sanzionati. Eppure, qualcuno pretende che tali condotte siano legittime nei rapporti internazionali, in aperto contrasto con il diritto e con i principi della convivenza tra i popoli.
I limiti della sovranità e la citazione del procuratore Usa Jackson
Nel discorso di Mattarella al Bundestag a Berlino c’è anche un forte passaggio dedicato al tema della sovranità. “La sovranità di un popolo non si esprime nel diritto di portare guerra al vicino”, ha scandito, aggiungendo che “la volontà di successo di una nazione non si traduce nel produrre ingiustizia”. Parole che riecheggiano chiaramente il contesto geopolitico segnato dall’invasione russa dell’Ucraina e dalle tensioni in Medio Oriente e nell’Indo-Pacifico. Mattarella ha poi richiamato con forza l’insegnamento del processo di Norimberga, citando il procuratore statunitense Robert Jackson: “Se riusciremo a imporre l’idea che la guerra di aggressione è la via più diretta per la cella di una prigione e non per la gloria, avremo fatto un passo per rendere la pace più sicura”. Una citazione che il Presidente ha definito “ancora attuale, anzi urgentissima”.
Nel discorso di Mattarella a Berlino un appello alla responsabilità
Il messaggio finale è un appello alla responsabilità collettiva: la pace non è garantita senza istituzioni solide, trattati credibili e la ferma condanna di ogni aggressione. Ed è proprio attraverso queste parole che il discorso di Mattarella a Berlino assume un valore politico e morale destinato a pesare nel dibattito europeo e internazionale.
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