L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Il “fantasma” del 2019: chi è Andrea Pellegrino che aspetta Sinner?

Sette anni fa Jannik bruciò con un 6-1 6-1 il 29enne di Andria

di Daniel Walker -


Jannik Sinner contro Andrea Pellegrino agli ottavi: l’incrocio del destino tra il numero uno e il “fantasma” del 2019.

Gli ottavi di Roma

Il tabellone degli ottavi di finale degli Internazionali di Roma mette di fronte due percorsi speculari del tennis italiano.

Da una parte Jannik Sinner, l’uomo che ha riscritto la storia del ranking Atp. Dall’altra Andrea Pellegrino, il talento pugliese che sta vivendo la sua miglior stagione nel circuito maggiore.

Ma la sfida che si prepara oggi non è solo una questione di punti e quarti di finale. Sarà un match che affonda le radici in un pomeriggio di sette anni fa, quando le gerarchie erano l’esatto opposto di quelle attuali.

Come ci si è arrivati: il cammino di Jannik e di Andrea

Sinner approda agli ottavi con la consueta solidità da rullo compressore, avendo superato i primi turni senza concedere set e gestendo i momenti chiave con la maturità del fuoriclasse.

Pellegrino, invece, è la vera “sorpresa” (ma fino a un certo punto) del torneo. Il pugliese è arrivato a questo appuntamento dopo una maratona di tre set nel turno precedente. E ha dimostrato una tenuta fisica e una solidità mentale che lo hanno finalmente proiettato tra i grandi. E confermata la crescita costante mostrata negli ultimi dodici mesi nel circuito Challenger e nei primi main draw Atp.

Quel precedente “shock” in Sardegna: il 6-1 6-1 del 2019

Per capire il sapore di questa sfida, bisogna riavvolgere il nastro. Fu un 6-1 6-1: quando Jannik diventava “l’alieno”. Nel maggio 2019, sui campi dell’Itf M25 di Santa Margherita di Pula, Jannik Sinner aveva appena 17 anni ed era nel pieno della sua transizione dai tornei Future ai Challenger. In quell’occasione, Andrea Pellegrino subì una lezione tennistica durissima: un 6-1 6-1 senza appello.

Cosa aspettarsi dagli ottavi: tecnica e pressione

Oggi il quadro è radicalmente mutato. Sinner ha trasformato i suoi punti deboli in armi letali. Pellegrino ha costruito una carriera solida basata sulla terra battuta, ma capace di adattarsi bene anche al cemento grazie a un dritto molto carico.

Il match

La gestione del ritmo. Pellegrino cercherà di variare il gioco per non offrire a Sinner palle piatte e potenti, provando a mandare fuori giri il cronometro dei colpi del numero uno.

Il fattore mentale. Sinner gioca per confermare la sua egemonia. Pellegrino gioca con la libertà di chi non ha nulla da perdere e il ricordo di essere stato già dominato dall’avversario in passato.

Il verdetto del campo

Mentre i bookmaker vedono Sinner ampiamente favorito, la storia di questo “derby” italiano racconta ancora una volta una “favola”.

Se Sinner è oggi un campione globale, è anche merito di schiaffi come quel 6-1 6-1 impartito a Pellegrino. Gli ottavi di finale di oggi sono l’occasione per continuare a scrivere il recente tennis italiano.


Torna alle notizie in home