Il presidente Trump se la prende anche con Giorgia Meloni
Stop dell'Italia al rinnovo dell'accordo di Difesa con Israele
Donald Trump sta riducendo a brandelli la credibilità internazionale degli Stati Uniti. Dopo il Papa, il presidente degli Usa ha criticato duramente la premier italiana Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera, accusandola di non voler collaborare su energia, Nato e contrasto al nucleare iraniano, leggasi aggressione militare alla Repubblica islamica dell’Iran, scippo delle sue risorse, modello Venezuela, e partecipazione alla fantomatica coalizione per “riaprire” lo Stretto di Hormuz.
Il tycoon, intonando il solito ritornello, ha detto di essere deluso da lei, sostenendo che l’Italia dipenda dagli Stati Uniti senza contribuire abbastanza. Un mese fa lui stesso aveva definito Meloni un’amica e una grande leader che “cerca sempre di aiutare”. L’ennesima piroetta da elefante nella cristalleria di un Trump confuso e accecato.
La scelta di Giorgia Meloni
La premier italiana, fin troppo timida e silente per mesi al cospetto delle intemperanze di Usa e Israele, ha compreso la pericolosità della deriva in atto. Donald e Bibi si sono infilati in un vicolo cieco, che per gli alleati significherà povertà energetica, insicurezza e rinuncia a storiche alleanze o nuove sponde. Quello del presidente del Consiglio è uno smarcamento di necessità, dettato dal dovere di difendere l’interesse nazionale.
Sospeso l’accordo di Difesa tra Italia e Israele
Una ragione che ha spinto il governo a sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele. La decisione è stata comunicata da Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly di Verona. Il patto prevede un rinnovo automatico ogni cinque anni, salvo notifica scritta di recesso da una delle parti. La mossa dell’Italia “non influirà sulla sicurezza di Israele”, ha assicurato il ministero degli Esteri di Tel Aviv. In una nota rilanciata da diversi media israeliani, il ministero degli Esteri ha precisato che “non si tratta di un accordo di difesa, ma di un memorandum d’intesa privo di contenuto reale”.
Il messaggio del Papa e l’elogio di Mattarella
Alla pochezza e alla superficialità della nuova uscita trumpiana, si sono contrapposte la profondità e l’intensità del messaggio sul potere che Papa Leone XIV ha inviato all’Accademia delle scienze sociali della Santa sede. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale gli studenti delle scuole di giornalismo, ha parlato di “un messaggio splendido, sul potere, che ancora una volta rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo, per i suoi richiami in questo periodo così difficile e travagliato”.
Il ruolo della Cina
Washington perde posizioni, Pechino continua la scalata. Il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato di voler svolgere “un ruolo costruttivo” per la pace e la stabilità in Medio Oriente e in quest’ottica ha presentato un piano in quattro punti al principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in visita in Cina. La proposta include il rispetto del principio di coesistenza pacifica, di sovranità nazionale, dello Stato di diritto internazionale e del coordinamento tra sviluppo e sicurezza. Xi Jinping ha rivolto un appello affinché venga rispettata la sovranità nazionale dei Paesi in Medio Oriente e nel Golfo.
Pechino contro il blocco navale di Trump
“Pericoloso e irresponsabile”. Così il gigante asiatico ha “etichettato” il blocco navale deciso da Donald Trump. “Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto”, ha commentato il portavoce del ministro degli Esteri cinese Guo Jiakun in una conferenza stampa. La stessa posizione è stata assunta dall’Arabia Saudita. I sauditi temono la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandeb, sul Mar Rosso, da parte degli alleati di Teheran. Il passaggio risulta fondamentale per le rimanenti esportazioni di petrolio di Riad.
Doha e Ankara vogliono che si rafforzi la tregua tra Usa e Iran
Qatar e Turchia hanno chiesto di consolidare la tregua in vigore tra Usa e Iran. Il premier e ministro degli Esteri qatariota, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, e il ministro della Difesa turco, Yasar Guler, hanno sollecitato un lavoro in tale direzione durante un incontro a Doha.
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