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Economia

Brutte notizie per Trump: sale ancora l’inflazione Usa

I prezzi salgono pure a settembre e infiammano il dibattito: la Fed verso ulteriori rialzi dei tassi

di Paolo Diacono -


Brutte, anzi pessime, notizie per Donald Trump: a settembre l’inflazione Usa è salita molto di più rispetto alle previsioni. I numeri non mentono e per l’inquilino della Casa Bianca sono dolori. In prima battuta perché i rincari, statene pur certi, li dovrà scontare politicamente e lo farà alle elezioni di mid term in programma a settembre. In secondo luogo perché l’ipotesi che la Fed possa tornare ad abbassare i tassi, con queste cifre, diventa più che altro una pia illusione.

Sale ancora l’inflazione Usa

Il dipartimento lavoro Usa ha snocciolato dati che riferiscono, senza ombra di dubbio, che l’inflazione ha rialzato la testa a settembre. L’indice dei prezzi al consumo, per gli americani, è aumentato del 3,7 per cento su base annua. Un rialzo marcatissimo, più alto di quello registratosi ad agosto quando si attestò al 3,4 per cento annuo. L’aumento, però, è strutturale. Già, perché sale anche il tasso core. Detta meglio: il livello dei prezzi, tolti quelli di beni alimentari ed energetici, è aumentato del 2,6% (ad agosto era al 2,4%). Per il signor Trump è un segnale a dir poco pessimo.

Cosa farà ora la Fed?

Kevin Warsh, attuale governatore della banca centrale Usa, lo aveva pur detto: non si sarebbe fatto condizionare dal dato sull’inflazione di un solo mese. Nessuna decisione sui tassi, tantomeno quella relativa a un possibile aumento del costo del denaro, sarebbe stata presa solo sulla base delle “fluttuazioni” dei prezzi a settembre. Purtuttavia, per gli analisti la via sembra segnata: la Fed, con ogni probabilità, sarà costretta a restare legata a un percorso rialzista sui tassi.

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