L’Inter cade a Madrid: il primo flop di Chivu
Un risultato maturato interamente nel primo tempo a causa di due grave disattenzioni difensive dei nerazzurri, vano il tardivo tentativo di rimonta nella ripresa
Real Madrid-Inter 2-1: disastri difensivi e rimpianti, il primo flop di Chivu al Bernabéu. Debutto amaro per l’Inter nella prima giornata della fase campionato di Champions League. Al Santiago Bernabéu, la squadra guidata da Cristian Chivu cede per 2-1 contro il Real Madrid dell’ex grande amato José Mourinho. Un risultato maturato interamente nel primo tempo a causa di due grave disattenzioni difensive dei nerazzurri, vano il tardivo tentativo di rimonta nella ripresa.
Due regali che spianano la strada a Mourinho
L’Inter parte con il piglio giusto e costruisce subito un’occasione favorevole con Marcus Thuram, murato da Thibaut Courtois. Tuttavia, al 14′ arriva la prima doccia fredda: un clamoroso malinteso nel disimpegno tra Curtis Jones e Yann Bisseck regala il pallone a Kylian Mbappé, che supera Josep Martínez per il più facile dei gol.
Pochi minuti dopo, al 22′, la frittata si ripete ma in modalità ancora più grottesca. Il portiere nerazzurro Martínez riceve un retropassaggio da Benjamin Pavard e tenta un improbabile dribbling con la suola nella propria area piccola: Federico Valverde capisce l’intenzione, ruba la sfera e deposita a porta vuota il raddoppio dei Blancos.
La reazione e il finale con Carlos Augusto
Sotto di due reti, l’Inter non si scompone del tutto e prova a reagire guidata da Lautaro Martínez. Al 36′ Jones sfiora il gol accorciando le distanze con un sinistro al volo che scheggia la traversa. Nella ripresa la formazione di Chivu aumenta il ritmo e trova il premio al 75′: verticalizzazione di Bisseck per Lautaro che, dalla linea di fondo, pesca l’inserimento perfetto di Carlos Augusto, bravo a battere Courtois con una girata di destro.
L’assalto finale dell’Inter non produce tuttavia il pareggio. Il Real Madrid gestisce il vantaggio con sofferenza e porta a casa i primi tre punti europei, regalandosi la festa al fischio finale insieme al grande ex Mourinho. Per Chivu resta la consapevolezza di una prestazione viva sul piano del gioco, ma penalizzata in modo determinante dalle disattenzioni individuali.
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