Iran, Trump insiste sul “Prendere o lasciare”
La vera battaglia, sul fronte costituzionale. Il presidente ha dichiarato di voler firmare l'accordo tramite un "executive order", ignorando i poteri di revisione del Congresso
Nelle ultime ore il presidente Donald Trump ha impresso un’accelerazione brutale alla politica estera statunitense, dichiarando di aver raggiunto i termini per un nuovo accordo con l’Iran che metterebbe fine a decenni di ostilità.
La notizia shock, però, non solo l’intesa, ma il metodo: Trump per le sue mosse circa l’Iran ha annunciato che procederà senza attendere il via libera di Capitol Hill.
Cosa sta succedendo: il “Super Deal” è pronto
Dalla Casa Bianca, Trump ha descritto l’accordo come “totale e definitivo”, sostenendo che Teheran sia stata costretta alla resa economica dalle sanzioni.
L’accordo prevederebbe l’accesso immediato e senza preavviso a qualsiasi sito, inclusi quelli militari, per verificare lo smantellamento delle capacità di arricchimento dell’uranio.
A differenza dell’accordo del 2015, questo nuovo protocollo includerebbe restrizioni severissime sullo sviluppo di missili balistici e sul finanziamento di gruppi armati in Medio Oriente.
L’aggiramento del Congresso per l’Iran: “Potere esecutivo”
La vera battaglia, sul fronte costituzionale. Trump ha dichiarato di voler firmare l’accordo tramite Executive Order (Ordine Esecutivo), ignorando i poteri di revisione del Congresso.
La motivazione del presidente, incentrata sul ritardo del ramo legislativo che rappresenterebbe un “pericolo imminente per la sicurezza nazionale”.
I leader del Congresso, sia Repubblicani che Democratici, hanno risposto minacciando di bloccare i fondi necessari per l’attuazione dell’accordo, accusando Trump di voler governare come un “sovrano assoluto”.
È davvero “tutto risolto”?
Nonostante Trump utilizzi toni trionfalistici dicendo che “il problema è risolto”, la realtà sul campo è di allerta rossa.
L’ultimatum di 72 ore, ancora in piedi. Trump ha concesso a Teheran un brevissimo lasso di tempo per la firma formale, avvertendo che i sorvoli dei droni di sorveglianza sono già stati intensificati.
L’opzione militare, sempre più evidente. Trump non ha usato mezzi termini: “Se giocano con il tempo mentre noi prepariamo la pace, il Pentagono sa già cosa fare”. Fonti della Difesa Usa confermano che le coordinate dei siti di Natanz e Fordow sono state ricaricate nei sistemi di puntamento per un eventuale attacco preventivo in caso di fallimento della firma.
La reazione dei media Usa
Le agenzie americane evidenziano il paradosso. Trump sta cercando di evitare una guerra offrendo un accordo. Ma, per le modalità con cui è imposto, rischia di innescare una crisi costituzionale interna agli Stati Uniti e una reazione scomposta in Medio Oriente.
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