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Attualità

Israele furioso, l’Iran ribolle: gli scontenti dell’intesa con gli Usa

Crescono le proteste e monta la protesta politica mentre l'intesa sembra a un passo dalla firma

di Ernesto Ferrante -


Una delegazione del Qatar, mediatore tra Stati Uniti e Iran, è a Teheran per “esaminare gli ultimi sviluppi” dell’accordo per porre fine al conflitto. Lo riporta Tasnim, confermando quanto riferito a Reuters da fonti informate, secondo cui la visita rientra in una nuova fase di contatti indiretti tra le parti. La firma dell’intesa – secondo la parte statunitense – potrebbe arrivare già nella giornata di oggi.

Araghchi nel mirino

La possibile svolta non piace a una parte della popolazione iraniana. Una folla di decine di persone davanti alla sede del ministero degli Esteri nella città nord-orientale di Mashhad ha scandito slogan contro il ministro Abbas Araghchi dopo un’intervista televisiva in cui quest’ultimo ha parlato delle trattative con gli Usa. Un video diffuso dall’agenzia di stampa Fars mostra alcune donne gridare “morte al disonorevole Araghchi, l’infiltrato” davanti all’edificio, sventolando bandiere rosse e nere.

Il richiamo tattico del presidente iraniano Pezeshkian

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha celebrato l’“unità e resilienza” del popolo iraniano in un messaggio diffuso in occasione del primo anniversario della guerra dei 12 giorni con Israele e Usa. Citato dall’agenzia ufficiale Irna, Pezeshkian ha definito il conflitto un “simbolo di solidarietà nazionale” e ha reso omaggio alle vittime, evidenziando l’errore strategico di Israele di ritenere che gli attacchi contro alti comandanti militari e infrastrutture strategiche potessero indebolire il Paese e destabilizzarne il sistema politico.

Per Pezeshkian, la resistenza della popolazione, il ruolo della defunta Guida Suprema, Ali Khamenei, e la prontezza delle forze armate hanno impedito allo Stato ebraico di raggiungere i propri obiettivi, costringendolo infine ad accettare un cessate il fuoco. Il conflitto era iniziato il 13 giugno dello scorso anno con un pesante raid israeliano a sorpresa contro l’Iran, seguito successivamente da bombardamenti statunitensi sui siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan, per concludersi il 24 giugno.

Lapid demolisce Netanyahu per l’accordo Iran-Usa

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu presiederà stasera una riunione del gabinetto di sicurezza. Alti funzionari israeliani hanno sostenuto che quanto concordato da americani e iraniani “mette a repentaglio gli interessi di sicurezza di Israele” e che Washington ha accettato le “principali condizioni” poste da Teheran.

Durissimo su X il leader dell’opposizione, Yair Lapid: “Il regime sopravvive, il programma missilistico rimane attivo e l’Iran può ricostruire il suo programma nucleare”. “Questo è un fallimento totale da parte di Netanyahu, che ci trasforma in uno stato cliente che riceve istruzioni in materia di sicurezza nazionale”, ha aggiunto Lapid.


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