La produttività e i servizi, presentata la ricerca Aepi-Produttivitalia
Oggi l'appuntamento a Roma, alla Confederazione Aepi. I numeri del paper
Se non si incentiva la produttività non c’è futuro, né per i territori né per l’Italia. È stata presentata oggi a Roma, presso lo spazio Impresa della Confederazione Aepi a Roma la ricerca dedicata alla produttività nel settore dei servizi. Un appuntamento importante a cui hanno preso parte il presidente e il responsabile per le attività produttive della Confederazione Aepi, Mino Dinoi, e Mauro Antonini. Insieme a loro c’era pure il presidente del Centro studi Produttivitalia Marco Travaglini.
Produttività e servizi
All’incontro, poi, hanno preso parte anche i partiti politici. E, in particolare, al tavolo c’erano il responsabile economia della Lega, l’onorevole Alberto Bagnai, insieme al responsabile Economia, finanze, imprese e infrastrutture del Partito democratico, il senatore Antonio Misiani. Con loro, inoltre, c’era il consigliere economico del Presidente del consiglio dei ministri Renato Loiero. Che hanno commentato, insieme agli altri relatori, i risultati della ricerca relativa alla produttività nei servizi curata proprio da Produttivitalia.
I risultati della ricerca
In tema di produttività e servizi, l’Italia “sconta” due debolezze. Stando all’analisi Produttivitalia presentata dal presidente del centro studi Marco Travaglini, nel nostro Paese si assiste a una “frammentazione dimensionale” di dimensioni addirittura “estreme”. Addirittura il 99,9% del totale degli operatori è composto da micro e piccole imprese. Accanto a ciò c’è la “peggiore performance di produttività” nell’intera area Ocse. Ciò si traduce in numeri: il ricavo medio per addetto, in Italia, è notevolmente inferiore rispetto a quello che si registra in Germania. Da noi, in termini di valore generato, si ricavano 213mila euro. Oltralpe, invece, se ne incassano 564mila.
La svolta nella crescita
La produttività nei servizi comporta, secondo Produttivitalia, un aumento che è proporzionale alle dimensioni dell’impresa. Si passa da 158mila euro di ricavi per addetto a ben 180mila una volta che si supera la “soglia critica” dei dieci addetti, quella che classifica in termini dimensionali le aziende. Il passaggio è ulteriormente amplificato per le grandi imprese dove i ricavi arrivano a 221mila euro. Questo è solo un aspetto della ricerca, condotta dal centro studi insieme ai ricercatori dell’Università del Molise. Ma rilancia il tema della crescita aziendale nell’ottica della produttività, strada maestra per fare il salto di qualità e uscire dalle crisi (anche) sistemiche si stanno affrontando.
Torna alle notizie in home