Un gin che sa di mare, pietra e storie di famiglia
Ci sono distillati che puntano tutto sulla tecnica e altri che riescono a trattenere dentro il bicchiere il paesaggio da cui arrivano. Laurí Infusion Gin appartiene alla seconda categoria. Nasce a Sistiana e già dal colore racconta qualcosa di preciso.
Quel rosso intenso, caldo, attraversato da riflessi ramati, ricorda la terra carsica dopo la pioggia, le foglie d’autunno aggrappate alle vigne e certe tonalità profonde dei vini più identitari del territorio, quelli che profumano di bora, pietra e ferro.
Il progetto Laurí: famiglia e territorio a Sistiana
Dietro il progetto c’è Samuele Lauritano, bartender giovanissimo ma con esperienza costruita sul campo e una conoscenza della miscelazione maturata ben oltre la curiosità della nuova generazione dei cocktail bar. Insieme al padre Claudio guida il Gaudemus, luogo che da anni rappresenta un punto d’incontro per chi conosce la cucina del territorio e il fascino cosmopolita della baia.
Laurí Infusion Gin nasce proprio da una ricetta di famiglia reinterpretata con linguaggio contemporaneo e trasformata in un prodotto che oggi circola già nei banconi di bartender e mixologist di diverse capitali europee.
La ricetta: genziana e botaniche tra Mediterraneo e Alpi
La struttura parte da un gin mediterraneo luminoso, giocato sugli agrumi e sulla freschezza. Poi arriva la parte più personale della ricetta. L’infusione con cocco disidratato, lavanda, ananas disidratato e vaniglia costruisce una trama aromatica morbida e avvolgente che apre il sorso con una sensazione quasi vellutata. A riportare equilibrio interviene la genziana, botanica profondamente legata alle tradizioni alpine e carsiche, che inserisce una vena più secca, erbacea, leggermente amaricante. È lì che il gin trova la sua identità più autentica.
Laurí Infusion Gin: identità, miscelazione e radici
Laurí Infusion Gin riesce così a tenere insieme mondi diversi. Da una parte il respiro internazionale di Sistiana, da sempre crocevia di culture, velisti, viaggiatori e lingue differenti. Dall’altra la concretezza di una terra ruvida, orgogliosa delle proprie radici gastronomiche e agricole.
Nel gin tonic emerge subito la parte agrumata e floreale, mentre nella miscelazione più creativa la genziana lascia una firma persistente che rende il sorso riconoscibile.
Un gin che evita l’effetto costruito da laboratorio modaiolo e preferisce raccontare una storia vera, fatta di famiglia, territorio e intuizione contemporanea.
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