Gli Usa accusano l’Ue di essere un incubatore di terrorismo
I funzionari Usa hanno stilato un calendario di incontri con gli alleati per discutere del rafforzamento delle misure di contrasto
L’amministrazione statunitense ritiene che l’Europa sia “un incubatore” di minacce terroristiche provocate dall’immigrazione di massa. Nella nuova strategia antiterrorismo presentata dalla Casa Bianca, racchiusa in un documento di 16 pagine sviluppato dal coordinatore antiterrorismo Sebastian Gorka, fedelissimo di Donald Trump, si punta il dito anche contro gli “estremisti violenti di sinistra”, compresi presunti “gruppi estremisti pro transgender”. Ribadita anche la centralità della lotta ai “narcoterroristi” dei cartelli della droga in America Latina.
L’Europa nel mirino
Toni durissimi nei confronti dell’Unione europea, dove “gruppi ostili ben organizzati” sfrutterebbero “i confini aperti e gli ideali globalisti collegati”. “Più queste culture aliene crescono e più a lungo queste politiche politiche europee persistono, più il terrorismo è garantito”, scrivono gli statunitensi. Secondo gli Usa, “come luogo di nascita della cultura e dei valori occidentali, l’Europa deve agire ora e fermare il suo volontario declino”. Le nazioni europee rimangono comunque “i partner preminenti e a lungo termine dell’antiterrorismo” di Washington.
Le ombre di Gorka
Il ragionamento dei collaboratori di Gorka è che “il mondo è più sicuro quanto l’Europa è forte, ma l’Europa è fortemente minacciata ed è allo stesso tempo obiettivo e incubatore di minacce terroristiche”. Il coordinatore antiterrorismo era stato già chiamato alla Casa Bianca nel 2017, ma poi era stato allontanato a causa di polemiche per i suoi legami con gruppi estremisti di destra, suprematisti e per immagini in cui il consigliere di Trump di origine ungherese sfoggiava una medaglia del Vitezi Rend, ordine ungherese al centro di dispute per la sua controversa “collocazione” negli anni della Seconda Guerra mondiale.
La strategia Usa
“Noi vediamo una minaccia, rispondiamo e la distruggiamo, che siano i cartelli, jihaddisti o estremisti violenti di sinistra come gli antifa o gli assassini transgender, i non binari, gli estremisti di sinistra che hanno ucciso il mio amico Charlie Kirk, noi li abbatteremo”, ha detto Sebastian Gorka illustrando ai giornalisti la strategia e spiegando che il suo team è concentrato anche su quei gruppi online che “incitano alla violenza contro individui innocenti”. La priorità sarà, si legge, “la rapida identificazione e neutralizzazione di gruppi politici la cui ideologica è anti-americana, pro-transgender in modo estremista e anarchica”.
Washington vuole collaborazione dai partner
I funzionari Usa hanno stilato un calendario di incontri con gli alleati per discutere come rafforzare le loro strategie antiterrorismo, ricordando in particolare come il tycoon abbia già chiesto ai leader regionali di lavorare a stretto contatto contro l’“inaccettabile minaccia” che i cartelli della droga e le gang transnazionali pongono alla sicurezza dell’emisfero americano. “Come ha detto chiaramente il presidente, noi misureremo la serietà di partner e alleati da quello che metteranno sul tavolo”, ha concluso il consigliere, rimarcando che il suo Paese si aspetta “di più”.
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