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Politica

Il Senato approva il ddl nucleare. Meloni: “Impegno mantenuto”

Il via libera con 81 voti favorevoli, la promessa della premier: "Ora più sicurezza e meno esposizione alle crisi internazionali"

di Paolo Diacono -


Dalle 16.30 di ieri pomeriggio, l’Italia riprende un viaggio bruscamente interrottosi nel 1987. Con ottantuno sì, a fronte di 51 voti contrari e sette astenuti, il Senato ha approvato il ddl nucleare. E ha affidato così al governo il compito, epocale, di restituire al Paese una strategia energetica che, contemplando anche l’atomo, sia al contempo meno ideologica, più efficiente e, soprattutto, meno costosa.

La bagarre sul ddl nucleare, l’ottovolante dei mercati

A Palazzo Madama è stata bagarre. Le ragioni della campagna elettorale pretendono lo scotto delle dichiarazioni e della contrapposizione politica. Bastava, però, farsi un giro sui listini internazionali per comprendere le ragioni, profonde, della necessità di dir di sì a un piano che porterà il Paese fuori dall’eterna subalternità economica, e quindi anche politica, rispetto alle materie prime energetiche. Anche ieri i prezzi di petrolio (che ha ballato per tutta la giornata sopra e sotto la soglia dei cento dollari al barile) e del gas (che continua a perdere quota ma resta inchiodato ai 73 euro al Mwh) hanno fatto ballare, anzi traballare, i mercati di tutto il mondo.

Meloni: “Atomo è scelta coraggiosa e di buon senso”

Adesso, però, una speranza per il futuro, almeno come afferma la premier Giorgia Meloni, ci sta. Eccome. “Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso”, ha scritto la premier sui social. Dove, dopo aver notato il paradosso per cui “oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi” promette che “questa legge serve a cambiare le cose”. Meloni spiega, per filo e per segno gli obiettivi che il governo si impone: “Cosa significa per famiglie e imprese: più sicurezza energetica, meno dipendenza dall’estero e meno esposizione alle crisi internazionali che abbiamo pagato in bolletta”.

Gli obiettivi del governo

E ancora: “Energia stabile e a basse emissioni, che lavora insieme a tutte le altre, a partire dalle rinnovabili. Una risposta concreta alla domanda di elettricità che crescerà con data center e intelligenza artificiale”. Poi rassicura: “Parliamo di tecnologie di nuova generazione, non delle vecchie centrali. Ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno – ha sottolineato Giorgia Meloni – che abbiamo mantenuto”. Pichetto esulta e lancia l’appuntamento: “Le prime centrali? Entro il 2033”. Orizzonte lontano, certo. Ma ogni viaggio inizia col primo passo.

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