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Esteri

Kiev sotto attacco. Zelensky chiede più armi agli Usa

Il presidente ucraino rilancia la linea della pressione militare e diplomatica

di Enzo Ricci -


Un nuovo, massiccio attacco missilistico russo ha colpito Kiev nella notte, causando due morti e almeno otto feriti. Le esplosioni hanno provocato incendi e devastazione nei distretti di Solomianskyi, Podilskyi e Dniprovskyi. A riportarlo è l’agenzia Ukrinform, citando il Servizio statale per le emergenze dell’Ucraina. Secondo il Dsns, nel distretto di Solomianskyi “alcuni magazzini sono stati parzialmente distrutti e si è sviluppato un incendio che si è propagato ai locali interrati”, poi domato. Tre feriti sono stati ricoverati.

La controffensiva ucraina e la risposta russa

L’Aeronautica ucraina ha annunciato di aver intercettato quattro missili Zircon, tre missili balistici e 219 droni lanciati da Mosca. Un attacco su vasta scala, condotto da più regioni russe e dai territori annessi, che conferma la volontà del Cremlino di colpire la capitale e le infrastrutture. La dinamica è ormai chiara. La Russia risponde con crescente intensità agli attacchi in profondità condotti da Kiev nelle ultime settimane. Una strategia che il presidente Volodymyr Zelensky non ha mai voluto sospendere, nonostante i segnali, seppur deboli, di possibili aperture diplomatiche circolati a margine dell’Assemblea Onu. La scelta di mantenere la pressione militare oltre confine, colpendo obiettivi in territorio russo, ha contribuito a irrigidire ulteriormente la postura russa e a rendere più fragile ogni tentativo di mediazione.

Zelensky al Congresso: “Gli USA devono fare di più”

Il presidente ucraino ha commentato l’attacco su X, sottolineando che i missili sono arrivati “proprio mentre stavamo incontrando membri del Congresso e discutendo della legge Lindsey Graham e della necessità di rafforzare le sanzioni”. Zelensky ha ribadito che “la Russia non porrà fine a questa guerra senza pressione” e ha chiesto agli Stati Uniti intercettori per missili balistici e un ulteriore irrigidimento del regime sanzionatorio.

Una richiesta che arriva in un momento delicato. Washington, pur sostenendo Kiev, ha più volte segnalato la necessità di evitare mosse che possano far deragliare definitivamente il percorso negoziale. L’insistenza del leader ucraino su un coinvolgimento più diretto degli Usa rischia invece di ottenere l’effetto opposto, spingendo la Casa Bianca verso una linea che potrebbe di fatto chiudere ogni spazio diplomatico.

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