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Esteri

Stop Netanyahu, la Lista Unita vuole Eisenkot

Con gli 11 seggi conquistati dalla Lista Unita, il pallottoliere vede Eisenkot salire

di Elizabeth Costello -


Svolta a Gerusalemme: la Lista Unita sceglie Eisenkot per sbarrare la strada al ritorno di Netanyahu. Un colpo di scena destinato a rimescolare le carte della politica israeliana irrompe nel pieno delle consultazioni al palazzo presidenziale.

Stop a Netanyahu

Con una decisione presa all’unanimità, la Lista Unita — il blocco che riunisce i partiti arabi Hadash, Ta’al e Balad — ha fatto l’annuncio. Sosterrà Gadi Eisenkot, leader della formazione di centro Yashar, nella corsa alla guida del nuovo esecutivo scaturito dalle elezioni dello scorso 27 ottobre.

La delegazione dell’alleanza salirà nel pomeriggio da Isaac Herzog per formalizzare la raccomandazione. Una mossa strategica maturata — spiegano i vertici — in “risposta alla pressante richiesta dell’opinione pubblica di impedire il ritorno al potere di Netanyahu”.

La decisione arriva pur senza nascondere un giudizio critico verso l’intero fronte anti-Netanyahu. A questo, l’accusa di non aver contrastato con sufficiente determinazione l’incitamento all’odio contro i cittadini arabi e i tentativi di delegittimarne le scelte politiche.

Tuttavia, la priorità tattica ha avuto la meglio. Pur con le riserve espresse, la Lista Unita ritiene fondamentale allargare il più possibile il solco parlamentare che separa Eisenkot dal premier uscente.

I numeri

L’impatto sui numeri della nuova Knesset (120 seggi in totale) è decisivo. Con gli 11 seggi conquistati dalla Lista Unita, il pallottoliere calcolato dal Times of Israel vede Eisenkot salire a 67 raccomandazioni ufficiali, staccando nettamente la destra.

Fonti citate da Haaretz confermano l’assenza di trattative o concessioni interne. E’un’adesione compatta e senza condizioni per far cadere il veto sul futuro governo.

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