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Economia

Liste d’attesa sanità, la Corte dei Conti: “Criticità strutturale” e sui fondi

Tra gli ostacoli la carenza di personale che limita la possibilità di ampliare l'offerta

di Paolo Stefani -


Le liste d’attesa continuano a rappresentare una criticità strutturale della sanità italiana. A pesare, oltre alle conseguenze della pandemia, i problemi organizzativi, gestionali e di programmazione. Insieme alla carenza di personale specializzato e alle differenze territoriali.

È tutto ciò che emerge dalla relazione della Corte dei Conti sull’attuazione delle misure per ridurre i tempi di attesa, che evidenzia come l’aumento dei finanziamenti non si sia tradotto sempre in risultati proporzionati in termini di prestazioni erogate e tempi più brevi.

Liste d’attesa, le risorse stanziate e quelle utilizzate

Nel periodo 2022-2028, le risorse destinate al contenimento delle liste d’attesa ammontano a circa 3,71 miliardi di euro. Nel quadriennio 2022-2025, a fronte di assegnazioni statali pari a circa 1,845 miliardi, ne sono stati utilizzati circa 1,58 miliardi, secondo i dati del ministero della Salute.

La magistratura contabile segnala, tuttavia, che la scarsa completezza e uniformità delle informazioni trasmesse dalle Regioni rende difficile valutare con precisione come siano stati impiegati i fondi e quali risultati siano stati raggiunti.

Le criticità nella gestione delle prenotazioni

Tra gli strumenti al centro degli interventi figura la Piattaforma nazionale delle liste di attesa (Pnla), pensata per favorire l’interoperabilità dei sistemi regionali e rendere confrontabili i dati. La relazione evidenzia però diverse criticità. Dall’utilizzo della classe di priorità «P», relativa alle prestazioni programmate, alle differenze tra le date degli appuntamenti proposte e quelle accettate dai cittadini.

Restano inoltre ritardi tra la prescrizione e il primo contatto con i Centri unici di prenotazione (Cup). Oltre a divari tra le prescrizioni emesse e le prenotazioni effettivamente registrate.

La carenza di specialisti e le richieste della Corte

Un altro ostacolo è rappresentato dalla carenza di personale, soprattutto specialistico, che limita la possibilità di ampliare l’offerta sanitaria anche in presenza di risorse economiche disponibili. Per questo la Corte richiama la necessità di completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Pnrr e dal decreto ministeriale 77 del 2022.

La magistratura contabile raccomanda di accelerare l’attuazione delle misure previste dal decreto legge 73 del 2024, rafforzare i controlli sull’impiego dei fondi e migliorare la programmazione dei fabbisogni. Chiede inoltre maggiore responsabilizzazione delle amministrazioni, con l’individuazione tempestiva delle inadempienze e l’applicazione delle sanzioni previste.

L’obiettivo resta garantire tempi più brevi e un accesso equo alle cure, attraverso trasparenza, monitoraggio continuo e una rendicontazione puntuale dei risultati.

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