Disabilità, Locatelli richiama il G7: “Le emergenze non possono lasciare indietro milioni di persone”
La ministra italiana per le Disabilità chiede di trasformare gli impegni in azioni concrete
Le guerre che si moltiplicano, le calamità naturali sempre più frequenti e milioni di persone con disabilità che continuano a pagare il prezzo più alto dell’assenza di politiche adeguate. È su questo terreno che la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, torna a chiamare in causa il G7, chiedendo ai Paesi membri di trasformare gli impegni assunti in azioni concrete.
In un’intervista rilasciata a Tokyo e riportata da Jiji Press, Locatelli ha sollecitato una svolta nell’approccio delle principali democrazie industrializzate, sostenendo la necessità di costruire una cooperazione più forte per proteggere le persone con disabilità nelle emergenze, dai conflitti armati ai disastri naturali. Un tema che, secondo la ministra, non può restare confinato ai margini dell’agenda internazionale mentre le crisi globali diventano sempre più frequenti e complesse.
Nel richiamo rivolto ai partner del G7 trova spazio anche il dossier tecnologico. Per Locatelli, l’intelligenza artificiale deve diventare uno strumento concreto per abbattere ostacoli e ridurre le difficoltà quotidiane delle persone con disabilità. Una sfida che, ha sottolineato, riguarda il presente e non un orizzonte lontano.
L’appello assume anche un significato politico. Per oltre mezzo secolo il G7 ha concentrato il proprio lavoro soprattutto su economia, commercio e sicurezza. Solo nel 2024, durante la presidenza italiana, si è svolto il primo incontro ministeriale dedicato alla disabilità, fortemente voluto da Roma. Un passaggio che ha segnato l’ingresso del tema nell’agenda politica del gruppo e che si è tradotto nell’adozione della “Carta di Solfagnano”, documento che individua otto priorità per rafforzare inclusione, autonomia e partecipazione sociale.
Il cammino è ancora lungo
Ma proprio sul seguito di quegli impegni emergono le maggiori criticità. La ministra non nasconde la propria delusione per i risultati ottenuti dopo l’intesa raggiunta nel 2024. A suo giudizio, i progressi registrati finora non sono sufficienti rispetto agli obiettivi fissati e al livello delle sfide che le persone con disabilità continuano ad affrontare.
Per questo l’Italia è pronta a mantenere alta la pressione sui partner del G7. Il messaggio di Alessandra Locatelli è netto. Le dichiarazioni di principio non bastano più. La credibilità degli impegni assunti passa ora dalla loro applicazione concreta. In un mondo attraversato da guerre, emergenze climatiche e trasformazioni tecnologiche, la questione della disabilità non può essere considerata un tema settoriale, ma un banco di prova della capacità delle democrazie occidentali di garantire diritti, inclusione e protezione ai cittadini più vulnerabili.
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