Termosifoni, chi decide quando accenderli?
Pure gli inquilini in affitto partecipano alle scelte da fare nei condomini
Con il primo freddo autunnale si riaccende puntuale la classica querelle di pianerottolo: quando, quanto e come scaldare la casa?
Termosifoni: chi decide quando accenderli?
In Italia accendere i termosifoni non è un atto di arbitrio individuale o condominiale, ma una materia rigorosamente disciplinata. Norme che mappano il territorio nazionale in sei distinte zone climatiche (dalla A alla F).
È la geografia a dettare legge. Si passa dalle sole 6 ore giornaliere di Lampedusa e Porto Empedocle (Zona A, dal 1° dicembre al 15 marzo) fino all’assenza totale di vincoli temporali per i comuni alpini della Zona F.
Nel mezzo figurano le diverse fasce intermedie. Otto ore per la Zona B (dal 1° dicembre al 31 marzo), 10 per la C (dal 15 novembre al 31 marzo), 12 per la D e ben 14 ore quotidiane per la Zona E (dal 15 ottobre al 15 aprile),
E nei condomini?
All’interno della cornice giornaliera consentita dalla legge (dalle 5:00 alle 23:00), la gestione pratica dell’impianto centralizzato. Materia che passa attraverso la volontà dell’assemblea.
“La decisione spetta in primo luogo all’assemblea”, evidenzia l’esperta Alessandra Caparello di Immobiliare.it. E ricorda che i residenti possono frazionare la diffusione del calore nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio. Oppure ridurre il monte orario per contenere le spese, senza però mai oltrepassare i tetti di legge.
Per modificare gli orari a stagione avviata basta chiedere all’amministratore un punto all’ordine del giorno.
Se l’assemblea tace interviene l’amministratore. Invece, i fronte a situazioni di gelo eccezionale, spetta ai sindaci autorizzare deroghe locali.
Una gestione elastica garantita anche dall’obbligo di valvole termostatiche e contabilizzatori. Strumenti indispensabili per regolare i singoli locali e calcolare i consumi effettivi. Così, evitando sperequazioni tra appartamenti roventi e alloggi freddi.
Pure gli inquilini in affitto partecipano alle scelte. L’articolo 10 della Legge 392/1978 concede loro il voto diretto sulle spese di riscaldamento.
E perfino chi possiede una caldaia autonoma deve sottostare alle limitazioni della propria zona climatica.
Infine, un suggerimento preciso per tutti. Prima di richiedere un prolungamento degli orari, conviene sempre sfiatare le bolle d’aria dai radiatori. E così verificare la tenuta del proprio impianto domestico.
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