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Politica

Mastella e Bertinotti bombardano il campo largo: “Pazzi inadeguati”

Il sindaco di Benevento: "Pensano solo alle primarie", l'ex capo di Rifondazione: "Non vedono la crisi della democrazia?"

di Pietro Pertosa -


Secondo Clemente Mastella, nel campo largo “sono pazzi”, per Bertinotti invece si tratta di una coalizione “totalmente inadeguata”. E la lettura della vecchia volpe sannita della politica italiana non è poi così campata per aria, anzi. In un’intervista rilasciata a La Stampa, il sindaco di Benevento ha duramente lasagnato Elly Schlein, Giuseppe Conte e il duo Fratoianni-Bonelli di Avs. Perché, come ha spiegato lo stesso Mastella, “non hanno un’idea unificante del Paese, ognuno va per sé e si pensa ad alchimie senza senso”. E poi ci mette il carico proprio l’ex presidente della Camera.

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Mastella, Bertinotti e i pazzi del campo largo

Le parole di Clemente Mastella sul campo largo sono chiare: “. Ai tempi di Prodi l’avevamo (un’idea unificante di Paese ndr), oggi non c’è nulla, ognuno va per sé. Da un lato c’è chi parla di centro, e viene trattato come un paria, eppure è da lì che si vince. Dall’altra si pensa ad alchimie senza senso”. Ma non basta. “Le primarie – ha poi detto  – si fanno se c’è un leader riconosciuto da legittimare, sennò è uno svantaggio, si rischia di perdere la partita. Ad oggi sono votati alla sconfitta. Facessero un sondaggio e decidessero chi fra Schlein e Conte può prendere più voti”.

Il centro che manca

Manca il centro, nel campo (autoproclamatosi) largo. Mastella lo rivendica: “Manca la cultura politica. Ho frequentato Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti, e non ho mai visto tanta pochezza. Pensano alle primarie piuttosto che a vincere le elezioni, ma ci rendiamo conto? Sono pazzi”. Ecco. Poi la stoccata: “In Campania valgo centomila voti. Peccato che a farmi la guerra è anzitutto il Partito democratico. Mi potrei pure rompere le palle e mandarli a quel Paese”. Chiaro, netto altro che “democristianerie”.

E poi arriva Bertinotti

L’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti non è meno tranchant di Mastella e tuona: “Il campo largo è totalmente inadeguato”. Perché? Semplice: “Ha un approccio sbagliato, parlamentarista, come se la competizione si giocasse sul governo. Possibile che non si veda che c’è una crisi della democrazia? Il rinsecchimento della sinistra nel quadro istituzionale è ciò che la rende impotente”. L’ex leader di Rifondazione Comunista ha parlato in un’intervista al Secolo XIX. La sinistra, per lui, non c’è: “Esiste ma non si vede – dice -, perché non ha una rappresentanza adeguata. Sotto i governi ci sono i municipi: pensi a Mamdani a New York o a ciò che accade a Manchester, a Saint Denis, a Roma per lo Spin Time. È qui la sinistra”. Lui non ha scordato falce e martello: “Sono ancora comunista. Anzi, trovo nell’attuale capitalismo della guerra una ragione in più per essere comunista”.


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