L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Midterm, Elon Musk “uomo delle stelle” sotto la tempesta blu

Per ora prova a cavarsela con l'Ironia. Il nuovo Congresso affilerà le armi contro di lui

di Daniel Walker -


Per anni Elon Musk ha condotto la propria narrazione pubblica come una grande opera prima di audacia tecnologica, sdegnosa verso le regole tradizionali della politica. Ora il baricentro istituzionale a Washington torna a oscillare verso un’onda blu democratica. E il cielo sopra le sue imprese rischia di riempirsi di nuvole più minacciose dei ritardi di lancio di uno Starship.

“I laser spaziali non hanno funzionato”

Per ora, se la cava con l’ironia. “Sembra che i miei laser spaziali per interferire con le elezioni non abbiano funzionato stavolta”. Così su X.

Ma al Congresso l’aria si farà per lui incandescente. Nelle commissioni d’inchiesta — a partire dalla House Oversight Committee — i parlamentari Democratici affileranno le armi istituzionali più severe. Obiettivo il subpoena, l’obbligo di testimonianza pubblica e l’esame minuzioso dei documenti governativi.

Nel mirino il controverso ruolo del Doge, il Department of Government Efficiency, e l’accesso diretto ai database finanziari e personali dello Stato.

Senatori come Elizabeth Warren e le frange più agguerrite del partito spingono già su proposte legislative radicali, come il Close the Campaign Cash-for-Contracts Loophole Act. Mosse pensate per spezzare il cordone ombelicale tra i miliardi di appalti federali erogati a SpaceX e Starlink e i finanziamenti elettorali erogati dai loro vertici.

Musk nel mirino di tutti

Fuori dalle aule del Congresso, il coro degli osservatori si fa implacabile. Centro di gravità di questa controffensiva analitica i think tank e le organizzazioni indipendenti per la trasparenza. Il Brennan Center for Justice e Public Citizen denunciano da tempo senza mezzi termini il rischio di una deriva verso forme di oligarchia tecnocratica, dove l’interesse privato modella la spesa pubblica.

Sul fronte dei conflitti di interesse, l’associazione Crew (Citizens for Responsibility and Ethics in Washington) ha analizzato con precisione chirurgica le sovrapposizioni tra il ruolo di consulente politico di Musk e le sue partecipazioni azionarie in aziende fornitrici di Nasa e Pentagono.

Al contempo, le agenzie federali affrontano le resistenze interne, mentre gli occhi dei media d’inchiesta restano puntati su X.

La piattaforma social è finita al centro di cause legali contro il consorzio di inserzionisti Garm. E accusata da inchieste di favorire algoritmicamente i contenuti conservatori penalizzando profili d’opposizione come @KamalaHQ. Questo, il vero campo di battaglia digitale.

Per Musk, abituato a piegare le regole del mercato, la risposta istituzionale di Washington promette di trasformarsi nella prova di forza definitiva. La democrazia americana contro il potere senza confini del suo uomo più ricco.

Leggi tutte le news su Musk


Torna alle notizie in home