Carovita e bollette riaccendono il disagio: Misery Index 13 punti
Il perdurare delle tensioni internazionali sui mercati energetici allontana il rientro dell'inflazione in tempi brevi
L’ombra del carovita continua a distendersi sull’economia reale italiana. A ottobre, il Misery Index Confcommercio ha toccato 13 punti. L’indicatore macroeconomico che misura l’area del disagio sociale registra un incremento di cinque decimi rispetto a settembre e raggiunge il valore più alto da dicembre 2023.
Un segnale d’allarme
E’ sintomatico di come il malessere economico continui ad allargarsi, trainato non dalla perdita di posti di lavoro, ma dalla morsa dei prezzi quotidiani.
A spingere in alto, la nuova accelerazione dell’inflazione per i beni e i servizi ad alta frequenza d’acquisto. E’ schizzata al 5,8% su base annua rispetto al 5,2% del mese precedente.
I rincari
A guidare i rincari sono soprattutto le voci energetiche e i prodotti alimentari freschi. Consumi primari e indifferibili, questi, che incidono in modo sproporzionato sui bilanci delle famiglie.
Sul fronte occupazionale si conferma invece un quadro di sostanziale stabilità. La disoccupazione estesa — misura che include anche le forme di integrazione salariale — si attesta al 6,9%.
La dinamica attuale
Si evidenzia una spaccatura strisciante. La tenuta del mercato del lavoro impedisce una crisi occupazionale aperta Intanto, il perdurare delle tensioni internazionali sui mercati energetici allontana il rientro dell’inflazione in tempi brevi.
Si rafforzano così i rischi di un’erosione progressiva del reddito disponibile. E si afferma un impatto negativo diretto sulla domanda delle famiglie e sulle prospettive di crescita del Paese.
Manca uno smorzamento delle pressioni geopolitiche sulle materie prime. Il pericolo di un ulteriore ampliamento dell’area del disagio sociale rimane un’incognita concreta per i prossimi mesi.
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