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Più infortuni ma meno morti sul lavoro: la relazione Inail

I dati del 2025 fanno insorgere il dibattito tra le istituzioni e i sindacati

di Martino Tursi -


Salgono gli infortuni, scendono quelli mortali ma i numeri della relazione Inail fanno discutere. Il ministro al Lavoro Marina Elvira Calderone invita, più che a polemizzare, a ricordare da dove si è partiti: “Oggi- ha detto Calderone- 24,3 milioni di persone al lavoro, un tasso di occupazione del 63,2%, una disoccupazione sotto al 6%, sotto la media europea, mi sembra che siano la dimostrazione del fatto che il governo sta facendo di tutto per promuovere il lavoro e promuovere quello buono, visto che aumentano i contratti a tempo indeterminato, abbiamo introdotto il salario giusto per legge, a cui vincoliamo anche tutti i nostri incentivi, nel contempo sosteniamo le famiglie in un momento di congiuntura internazionale certamente non facile”.

Tutti i numeri della relazione Inail

I numeri della relazione Inail riferiscono che nel 2025 si è registrato un aumento pari all’1,2% (per circa 600mila denunce complessive) degli infortuni sul lavoro. Di questi, poco meno di 520mila hanno riguardato i lavoratori, addirittura 81mila denunce hanno visto coinvolti gli studenti (+3,4%). Scendono, per fortuna, i numeri dei morti. I decessi sul lavoro, nel 2025, sono stati 1.198 rispetto ai 1.239 che si erano registrati l’anno prima. In pratica, si tratta di 41 incidenti mortali in meno. Sempre troppi, però. Come tuonano i sindacati e come riconosce lo stesso ministro Calderone: “Sono ancora tanti e troppi, anche se è giusto dire che sono in riduzione, gli infortuni mortali in occasione di lavoro. Però voi sapete perfettamente che io non amo fare la conta dei numeri perché non credo che sia l’elemento su cui ci si deve soffermare quando invece lo scopo è quello di proteggere la singola vita umana”.

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La posizione della Uil

Il dato, però, è stato commentato con durezza da Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil: “Non ci battiamo per una flessione delle morti sul lavoro, noi esigiamo un’inversione di tendenza, che ancora non c’è. Infatti, l’unica informazione incontrovertibile che questi dati ci consegnano è che non si sta facendo abbastanza ed è dovere di tutti, comprese le istituzioni coinvolte, fare di più”. Quindi ha evidenziato. “È positivo che l’ Inail abbia accolto la nostra richiesta di estendere la tutela assicurativa agli studenti ma la necessità di tale estensione  ci impone di chiederci come sia possibile che, in un anno, 9 ragazzi e ragazze abbiano perso la vita nel contesto delle attività scolastiche”.

Salgono gli incidenti “in itinere”

Per quanto afferisce, invece, agli infortuni più in generale, le denunce legate a sinistri sul posto di lavoro aumentano di mezzo punto percentuale mentre salgono a ritmo più sostenuto quelle relative agli incidenti in itinere. Cioè quelli che accadono durante il viaggio da casa al lavoro, e viceversa. Nel 2025 le denunce sul posto di lavoro sono passate a poco meno di 413mila. Quelle dei sinistri “in viaggio” sono schizzate a oltre 104mila, per un aumento percentuale del 2,4%. Non se ne registravano così tanti da tempo. Si tratta, infatti, del valore più elevato degli ultimi cinque anni. E che risulta superiore anche al dato pre-pandemia del 2019 quando le segnalazioni furono 103.492.


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