L’alto monito di Mattarella: “Violenza è virus per democrazia”
Il Capo dello Stato tira le orecchie al campo largo: "Inaccettabili esitazioni nel condannare violenze in val di Susa"
epa13030532 A handout photo made available by the Quirinal Presidential Palace (Palazzo del Quirinale) Press Office shows Italian President Sergio Mattarella (L) meeting the President of the Republic of Korea, Lee Jae Myung, during the latter's visit at the Quirinale Palace, Rome, Italy, 11 June 2026. EPA/QUIRINAL PALACE HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Sergio Mattarella s’è stancato della violenza che sta connotando il dibattito politico nazionale. L’alto monito del Capo dello Stato è arrivato alla Cerimonia del Ventaglio. Ed è un preciso e puntuale richiamo all’ordine. Nei confronti di tutti. Specialmente di chi “esita nel condannare” fatti come quelli registratisi attorno alle proteste No Tav. Le parole del Presidente possono aprire, finalmente, un capitolo nuovo nella dialettica pubblica. Che s’è andata a dir poco imbarbarendo nel corso degli ultimi mesi. Tra tensioni sempre più alte e provocazioni sempre più intollerabili.
Mattarella: “La violenza è un virus letale per la democrazia”
Le parole di Mattarella sono chiarissime: “La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica”. Quindi rincara la dose. “Vi si affianca un fenomeno più volte denunziato sulle pagine di diversi giornali e che richiede maggiore responsabile attenzione da parte di tutti, nella società e nella vita politica”. Quale? Eccolo: “Il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza”.
La rampogna al campo largo
“Quanto avvenuto – da ultimo – sabato in val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi”, ha affermato Mattarella deplorando, insieme alla violenza, pure i distinguo e i silenzi che hanno caratterizzato l’ultimo fine settimana. L’Italia non è mai stata un Paradiso, per carità. Ma gli anni della contrapposizione violenta li abbiamo già vissuti. E quelli no, non devono tornare. E nessuno si può permettere di cavalcare l’odio. La lezione di Mattarella contro la violenza va mandata a memoria. Soprattutto a una certa parte del campo largo.
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