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Pax Silica Rubio-Tajani, chip e minerali rari

Un'alleanza bilaterale sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento di materie prime critiche, semiconduttori e tecnologie legate all'Ai

di Angelo Vitale -


L’asse Roma-Washington sulla “Pax Silica”: Tajani e Rubio firmano il patto strategico su microchip e minerali rari. A margine dei lavori dell’81ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e il Segretario di Stato americano Marco Rubio hanno siglato il Memorandum d’intesa che sancisce l’intesa strategica.

La “Pax Silica”

L’accordo punta a consolidare un’alleanza bilaterale sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento di materie prime critiche, semiconduttori e tecnologie legate all’Ai. E la integra nel quadro della diplomazia industriale e della cooperazione tra Europa e Stati Uniti.

La definizione evoca direttamente la stabilità geoeconomica garantita dal controllo dei materiali ad alta tecnologia. Così, risponde all’esigenza primaria di spezzare il monopolio quasi esclusivo detenuto dalla Cina nell’estrazione e nella raffinazione del silicio avanzato e delle terre rare.

Con questa intesa, Roma e Washington definiscono linee guida condivise per evitare colli di bottiglia nei settori industriali strategici. Usa e Italia intendono stabilire meccanismi di prezzo più equi e trasparenti per le materie prime sul mercato globale. In più, coordinare i controlli sulle esportazioni di tecnologia sensibile.

L’accordo affronta inoltre la protezione delle infrastrutture digitali critiche, incluse le reti di supercalcolo e le filiere della difesa avanzata.

Il piano economico

La “Pax Silica” riveste in più un impatto diretto per l’industria italiana. L’intesa facilita l’integrazione dei distretti nazionali dei semiconduttori — a partire dagli hub di Agrate Brianza, Catania e Novara — con i colossi tecnologici statunitensi, garantendo l’accesso continuo ai materiali di base essenziali per la produzione di microchip.

Parallelamente, il patto apre la strada a progetti congiunti di investimento per l’estrazione e il riciclo di minerali strategici in Europa e Nord America, attirando capitali d’oltreoceano nell’ambito dei piani di investimento pubblico-privato per la sovranità tecnologica.

La firma dell’accordo consolida la posizione dell’Italia come perno della sicurezza tecnologica occidentale. Sostenuto da un gruppo di lavoro bilaterale dedicato, il partenariato salda l’asse industriale tra Italia e Stati Uniti e posiziona il tessuto produttivo nazionale al centro della riorganizzazione geopolitica delle filiere ad alto valore aggiunto.

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