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Sicurezza

Poliziotti al servizio, servi di nessuno

di Giuseppe Tiani -


“Servi di Sitaf e di Telt”. Così, alla vigilia della marcia No Tav, sono stati insultati i poliziotti, secondo la cronaca. Nel corteo, magliette con “Più alberi e meno sbirri”. Si pianta un albero e si calpesta chi lavora indossando l’uniforme. La marcia è stata pacifica. Bene.

Non per questo ogni insulto diventa civile. Chiara Appendino sfila, ma nel 2023 accettò la vicepresidenza del M5S proposta da Giuseppe Conte. Lo stesso che nel 2019, al governo con Salvini, disse che rinunciare alla Tav sarebbe costato più che completarla. Nel 2020 il secondo governo Conte trasmise alle Camere lo schema di contratto con Telt per la sezione transfrontaliera. Il M5S contestò il contratto in Commissione, ma confermò il sostegno al governo. Macroscopica la contraddizione politica, ben oltre le singole tratte.

Contrari all’opera, indispensabili alla maggioranza che ne portava avanti l’iter. Il dissenso sui cantieri non impedì l’intesa sui vertici. Il neoqualunquismo trasformista trova sempre un posto al sole. In piazza contro l’opera, a sostegno del governo che la faceva proseguire. L’intransigenza ecologica vale a fasi alterne, specie quando si accetta di sedere ai vertici del proprio partito? Mentre emergono violenze e indagini sull’area anarchica, quegli insulti inquietano. A Roma un anarchico è stato arrestato nell’indagine sul ferimento di un funzionario Digos. Nei dispositivi, secondo gli investigatori, istruzioni per ordigni e sabotaggi. A Genova, per l’incendio alla fibra ottica, si segue anche la pista anarchica. Responsabilità individuali o di gruppo ancora da accertare.

Condotte che, per estrema chiarezza, non intendo attribuire a nessun corteo pacifico. Ma chiamare «servi» i poliziotti significa negarne la pubblica funzione, un disprezzo di stampo fascista che nessuna professione di antifascismo assolve. Appendino e Marco Grimaldi condannino questi insulti. Prima di cercare nel cosmo il programma comune, trovino sulla terra il rispetto per ogni persona che lavora. O la divisa merita rispetto soltanto quando rende gli onori a chi ha conquistato la poltrona? I poliziotti sono al servizio dei cittadini e delle istituzioni, non servi di qualcuno. Difendere la dignità della funzione e del lavoro dei poliziotti significa difendere lo Stato di diritto. Anche da chi, quando governa, spesso confonde la carica istituzionale con il diritto di avere personale al proprio servizio.

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