Ci sono 5,4 milioni di italiani in stato di povertà assoluta
I dati Istat, il Sud è l'area del Paese maggiormente a rischio. I bambini pagano più di tutti
Sono quasi cinque milioni e mezzo le persone che, in Italia, vivono in stato di povertà assoluta. Si tratta di numeri pesanti, quelli pubblicati dall’Istat, che rendono ancora meglio la proporzione e l’incidenza dell’esclusione sociale se declinati in termini percentuali. Già, perché secondo quanto si legge nel Report dedicato al fenomeno, la percentuale dei poveri assoluti è pari al 9,3% dell’intera popolazione italiana. In pratica, un italiano su dieci ha serissimi problemi a mettere insieme il pranzo con la cena. Ma questa è solo la punta dell’iceberg.
Povertà assoluta e relativa, i numeri Istat
Ci sono altri numeri, accanto a quelli della povertà assoluta, che non sono meno preoccupanti. E riguardano la povertà relativa ossia il rischio di esclusione sociale. Che incombe su 8,7 milioni di cittadini. Se la povertà assoluta, secondo l’Istat, grava sull’8 per cento delle famiglie, quella relativa coinvolge poco meno dell’11% dei nuclei familiari. Il dato positivo, però, è che questo indicatore sembra essere sceso leggermente passando dal 10,9% del 2024 al 10,8 per cento dell’anno scorso. Gli individui in questa condizione sono il 14,8% della popolazione, dal 14,9% dell’anno precedente.
Il Sud languisce
La povertà, sia assoluta che relativa, colpisce il Sud più di ogni altra macro-ripartizione del Paese. L’incidenza, secondo quanto riferisce Istat, è pari per quanto riguarda l’indigenza assoluta al 9,6% tra le famiglie, pari a circa 813mila nuclei. Seguono il Nord-ovest, con il 7,7%, e il Nord-est, con il 7,4%. Il Centro registra il valore più basso, pari al 6,3%. Anche tra gli individui le percentuali più elevate si osservano nel Sud e nelle Isole, dove l’incidenza supera l’11%. Seguono il Nord-ovest, con l’8,8%, e il Centro, con il 7,4%.
I bambini pagano più di tutti
Sono i minori la fascia di popolazione che più di ogni altra soffre per la povertà assoluta. I dati Istat riferiscono che nel 2025 l’incidenza ha raggiunto il 12,5%. Dato che coinvolge circa un milione e 136mila bambini e ragazzi. Tra i giovani dai 18 ai 34 anni si attesta al 12,1%, per quasi un milione e 198mila persone. La quota scende all’8,9% tra i 35-64enni e al 6,1% tra gli over 65, pari a oltre 891mila individui.
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